Gasparri sulla Rai: nuova legge per restituire autonomia

06.07.2025 07:15
Gasparri sulla Rai: nuova legge per restituire autonomia

Senatore Maurizio Gasparri, capogruppo azzurro attivo nel campo dei media e della Rai per tutta la sua carriera, spiega quale sia la logica alla base del disegno di legge presentato alla commissione Lavori pubblici e comunicazione. “La prima cosa che intendiamo fare è smantellare l’eredità del Pd dell’ex premier Matteo Renzi. Quest’ultimo, durante il suo mandato, ha modificato la legge che portava il mio nome, introducendo un amministratore delegato scelto dal governo, mentre prima esisteva un direttore generale senza diritto di voto. Il cambiamento voluto da Renzi ha portato a un amministratore delegato che gestisce l’azienda tramite il Consiglio di amministrazione. Noi abbiamo votato contro quella legge”, riporta Attuale.

Per cronaca, si fa riferimento alla legge 220/2015, criticata per aver sottoposto la Rai a un controllo governativo maggiore rispetto alla precedente normativa Gasparri.

“Nella legislatura precedente avevamo già presentato una proposta per abolire la legge Renzi. All’inizio di questa legislatura ho riproposto un’iniziativa per eliminare la figura dell’amministratore delegato così come il ruolo invadente del governo voluto dal Pd”.

Con l’imminente entrata in vigore del “media freedom act” europeo, che richiede di eliminare ogni forma di controllo politico sui media, non si tratta di un intervento tardivo?

“Aspettando l’entrata in vigore del regolamento, diventa imprescindibile stabilire una netta separazione tra governo e servizio pubblico. Attualmente, il Consiglio di amministrazione Rai è composto da 7 membri: a parte il rappresentante del personale, 4 sono nominati dal Parlamento e 2 dal governo. Proponiamo che tutti e 6 i membri siano nominati dal Parlamento, affinché il governo non possa influenzare in alcun modo le decisioni. Dobbiamo garantire che la maggioranza sia rappresentata, ma il potere deve essere trasferito al Parlamento, per evitare interventi governativi”, afferma Gasparri.

Un sistema simile a quello della nomina dei giudici costituzionali. Tuttavia, l’opposizione critica l’assenza di una maggioranza qualificata, come avviene per le nomine dei giudici.

“Se si vuole mettere in discussione la democrazia, è un loro problema. Non possiamo abolire la democrazia. Affidarsi al Parlamento è la via principale da seguire”, sostiene il senatore.

Esiste il rischio di una procedura di infrazione?

“Una procedura di infrazione ha una durata simile a quella di una causa civile. La legge ci permetterà di allinearci rapidamente al Media freedom Act”, chiarisce.

La norma prevede inoltre la definizione di “influencer” e ribadisce il finanziamento del servizio pubblico tramite il canone.

“La Rai deve mantenere il canone, poiché un incremento della raccolta pubblicitaria potrebbe danneggiare l’intero panorama editoriale. Forza Italia ha sempre cercato di proteggere l’editoria libera. Il canone è fondamentale per mantenere un equilibrio, anche tenendo conto dell’attuale concorrenza tra media tradizionali e digitali”, afferma Gasparri.

Giorgia Meloni ha recentemente manifestato apertura verso una revisione della legge elettorale in chiave bipolarista, orientata verso il rafforzamento del premierato. Qual è la sua opinione al riguardo?

“Ritengo sia giusto considerare un cambiamento della legge nell’ambito di una riforma istituzionale. Le riforme elettorali possono avere fortune diverse; speriamo che si lavori nell’interesse comune”, conclude Gasparri.

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  1. Il disegno di legge presentato da Senatore Maurizio Gasparri mira a riportare il controllo della Rai sotto l’autorità del Parlamento, ponendo fine all’influenza governativa introdotta dalla legge Renzi. Con l’intento di garantire un servizio pubblico indipendente, la proposta prevede che i membri del Consiglio di amministrazione siano tutti nominati dal Parlamento. Gasparri sottolinea l’importanza di mantenere il canone per tutelare un’editoria libera e affrontare le sfide della concorrenza tra i media. La recente apertura di Giorgia Meloni verso una revisione della legge elettorale si inserisce nel contesto di riforme istituzionali più ampie, evidenziando la volontà di adattare le strutture politiche alle esigenze attuali. In sintesi, il progetto si propone di rafforzare la democrazia e l’indipendenza dei media in Italia.

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