Gelmini: il voto locale non avrà impatto nazionale, necessaria una nuova legge elettorale per il 2027

20.05.2026 01:55
Gelmini: il voto locale non avrà impatto nazionale, necessaria una nuova legge elettorale per il 2027

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Roma, 20 maggio 2026 – Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ex ministra sia con Berlusconi che con Draghi e ora responsabile per gli enti locali, sarà presente a Faenza e Comacchio per comizi. Nonostante il dibattito nazionale sulla legge elettorale sembri ignorare il fatto, domenica e lunedì si vota in 899 comuni italiani, riporta Attuale.

Gelmini: queste amministrative avranno significato a livello nazionale?

“I risultati saranno principalmente locali, ma ci sarà chi tenterà di trarne conseguenze nazionali, cosa che escludo. Noi Moderati siamo presenti con il nostro simbolo, portando avanti i valori del popolarismo e del cattolicesimo democratico, e ponendo al centro questioni sociali quali scuola, sanità e supporto al Terzo settore, nel nostro impegno concreto a favore di famiglie, giovani, piccole e medie imprese”.

Per le elezioni politiche del 2027, è necessaria una nuova legge elettorale. Il governo riuscirà a realizzarla?

“L’esigenza di una legge elettorale è evidente e chiunque conosca l’argomento lo sa bene”.

Qual è la motivazione concreta?

“Nel 2018, quando si votò per la prima volta con il Rosatellum, ci sono stati tre governi con tre diverse maggioranze”.

L’anelata stabilità resta un miraggio.

“Evitare il caos e ulteriori governi di emergenza o tecnici è fondamentale, è indispensabile intervenire”.

È questa una questione da affrontare da soli o in collaborazione con altri?

“Una collaborazione dell’opposizione sarebbe auspicabile: se la sinistra rifiuta il dialogo, significa che sceglie il caos piuttosto che prendere in considerazione la possibilità di vincere e governare”.

Qual è la sua opinione sul ritorno delle preferenze?

“Le preferenze sono strumenti utili per selezionare la classe dirigente e avvicinare l’elettore al parlamentare. Non sono l’unico metodo, ma personalmente le considero preziose; tuttavia, l’elemento cruciale attualmente è garantire che non ci sia ingovernabilità”.

Il premio di maggioranza è molto discusso…

“Premi espliciti o impliciti esistono in numerose democrazie e sono già presenti per Comuni e Regioni in Italia. Non c’è nulla di scandaloso in questo”.

La tragedia di Modena ha riaperto il dibattito sull’immigrazione e sulle tensioni interne nel governo…

“Non vedo conflitti all’interno della maggioranza”.

In un certo senso, però, ci sono divergenze.

“Le sensibilità su questi temi sono diverse, e non da oggi. In questo caso specifico, è importante notare che si tratta di un cittadino italiano e non di uno straniero”.

Le famiglie stanno affrontando difficoltà. Meloni otterrà sconti dall’Unione Europea o sarà necessaria una modifica al bilancio?

“Il governo sta facendo il possibile per sostenere le famiglie. Stiamo spendendo circa un miliardo di euro ogni volta che proroghiamo il decreto sulle accise. Queste sono somme significative e beni pubblici. Ci aspettiamo che l’Unione Europea riconosca la gravità della situazione attuale. Sarebbe difficile spiegare ai cittadini che per alcune emergenze si derogano le regole del patto di stabilità e per altre no. I costi sostenuti dallo Stato per supportare famiglie e imprese in questo contesto devono essere esclusi dal patto”.

Chiudiamo parlando delle amministrative future: Milano e Bologna potrebbero vedere candidati civici da destra?

“Ritengo che tempi complessi come questi richiedano sempre più politica, non meno. Penso che, pur mantenendo il contributo del civismo, i sindaci di città importanti, in questa epoca, debbano essere politici di professione”.

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