Giallo della ricina, richiesta di acquisizione del telefono di Alice Di Vita per indagini

23.04.2026 10:35
Giallo della ricina, richiesta di acquisizione del telefono di Alice Di Vita per indagini

Sequestrato telefono di Alice Di Vita nel caso della ricina

Roma, 23 aprile 2026 – Il caso della ricina si arricchisce di un nuovo sviluppo. Il telefono di Alice, figlia maggiore di Antonella Di Ielsi, la donna avvelenata insieme alla sorella Sara a Pietracatella (Campobasso), è stato sequestrato per esami irripetibili, riporta Attuale.

La Procura ha autorizzato l’analisi del dispositivo, focalizzandosi sulle conversazioni tra Alice, i genitori e Sara, per accertare eventuali responsabilità da parte dei cinque medici indagati. Si stanno esaminando i rapporti familiari e le comunicazioni avvenute nelle ore precedenti ai decessi. Ulteriori indagini includeranno chat, email e messaggi sui social con altri parenti. Sul dispositivo sono presenti anche note sui pasti della famiglia tra il 22 e il 25 dicembre, cronologia di navigazione e dati di localizzazione. I risultati delle analisi digitali sono previsti entro 60 giorni, salvo proroghe.

Gli accertamenti, richiesti dalla procuratrice Elvira Antonelli, si svolgeranno martedì prossimo, 28 aprile, alle 9.30, presso gli uffici della Polizia giudiziaria della Procura di Campobasso. Sono stati convocati i legali dei cinque medici indagati, accusati inizialmente di omicidio colposo, mentre l’ipotesi di duplice omicidio premeditato resta contro ignoti.

Nel frattempo, continuano gli interrogatori presso la questura di Campobasso nell’ambito dell’inchiesta. Gli agenti della Squadra Mobile, diretti da Marco Graziano, hanno già ascoltato alcuni conoscenti della famiglia Di Vita. L’attesa per la relazione dal Centro antiveleni di Pavia, sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime, è ancora in corso e la polizia ha effettuato un sopralluogo in una scuola della provincia.

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