Giampaolo Morelli esplora l’amore e la dislessia nel suo ultimo film
Roma, 11 maggio 2026 – Il regista Giampaolo Morelli ha presentato la sua ultima opera, L’amore sta bene su tutto, in sala dal 6 maggio, con l’intento di esplorare l’amore in tutte le sue forme. Tre storie si intrecciano, rivelando come questo sentimento possa sorprendere, guarire e trasformare le vite, riporta Attuale.
Morelli ha riflettuto sul concetto di amore ai tempi dei social media, dicendo: “Con il mio personaggio, in particolare, racconto l’amore ’instagrammabile’ dei nostri tempi. Si vivono molte storie solo per renderle pubbliche, ma mai andando veramente a fondo”. A proposito della sua opinione sui social, Morelli ha affermato di non essere contrario, ma ha messo in guardia sull’effetto che l’ostentazione può avere sulle relazioni: “Ostentiamo innamoramenti e vite meravigliose, andando verso un’epoca più narcisistica e materialistica dove sembra non valga più la pena investire in una relazione”.
Il regista ha anche esaminato la rapidità con cui avvengono le relazioni oggi: “Quando mi lasciavo con una ragazza, ci mettevo un anno a superare il lutto. Oggi sono storie più da Instagram che da vivere”. Una delle promesse del film è di affrontare anche argomenti più seri, come il potere e il pericolo legati al mondo delle visualizzazioni, come evidenziato dal personaggio interpretato da Claudia Gerini, una politica: “Le persone ti seppelliscono e ti osannano con la stessa velocità”, ha detto Morelli, evidenziando la disconnessione tra gli slogan pubblici e le azioni concrete.
“Tendiamo a proteggerci troppo. Una storia d’amore deve farti stare bene, ma serve anche impegno,” ha detto il regista, sottolineando che l’amore comporta inevitabilmente sofferenza e crescita personale. Morelli ha collegato le sue intuizioni sulla dislessia al suo lavoro, discutendo il suo libro Dislessico famigliare, scritto con la moglie Gloria Bellicchi, che tratta della dislessia e delle sue ripercussioni sulla personalità.
“Volevo mettere in luce un problema che se ne parla ancora troppo poco e male, i professori non sono preparati”, ha dichiarato, affermando che il tema è fondamentale per il benessere dei ragazzi. “Se da ragazzino ti senti incapace e non sai perché, è chiaro che quella cosa logora per sempre la tua autostima” ha aggiunto, riferendosi alla sua esperienza di vita.
“Siamo sempre ciò che siamo stati da bambini”, ha continuato, spiegando che il superamento delle difficoltà non cancella mai completamente le esperienze formative. Morelli ha anche condiviso la sua convinzione che sia vitale per i dislessici sapere il loro stato, poiché la mancanza di consapevolezza può portare a ingiuste etichette di incapacità.
“Essere padre dislessico di due figli dislessici è stato importante per far loro vivere un’infanzia più serena,” ha concluso. “È solo una fase della vita, e vi sono molte altre strade e possibilità.” Insieme al film, Morelli non solo intrattiene il pubblico, ma offre anche spunti di riflessione su temi attuali e critici, come l’amore, le relazioni e le sfide della dislessia. Inoltre, il regista ha affermato con ottimismo che “c’è un pizzico di amore in ognuno di noi”, mentre la vita può renderci un po’ più chiusi, nevrotici e timorosi.