Il Giappone cerca una seconda capitale per far fronte a emergenze
Il governo giapponese sta progettando di istituire una seconda capitale, una città designata che potrebbe ospitare temporaneamente le attività governative in caso di catastrofi naturali o altre emergenze. Questo piano include incentivi fiscali e investimenti per la città selezionata, che può anche generare un aumento di lavoratori e turisti; attualmente, sono già circa dieci le città candidate, riporta Attuale.
La scelta della nuova sede sarà effettuata dalla prima ministra Sanae Takaichi, sulla base di una legge approvata dal parlamento il 24 luglio scorso. Il nuovo status potrà essere conferito a una città o a una delle 47 prefetture del paese, simili alle province italiane.
Tra le principali candidate spicca Osaka, la terza città più popolosa e un importante centro economico. Altre opzioni includono Fukuoka, Sapporo e Nagoya, oltre a diverse prefetture come Aichi, Hokkaido, Hiroshima e Gunma, quest’ultima una regione montuosa meno sviluppata, ma strategicamente vicina a Tokyo.
I governatori delle città e prefetture rivaleggiano per promuovere le loro candidature. Il governatore di Gunma, Ichita Yamamoto, ha sottolineato la minore esposizione ai disastri naturali della sua regione e la sua vicinanza a Tokyo, permettendo un accesso facilitato alla capitale. Altri leader, come quelli di Aichi e Osaka, hanno evidenziato l’importanza economica dei loro territori per il Giappone.
Osaka ha persino una mascotte ufficiale per la campagna: un gatto sorridente di nome Nyaniwa Fukumaru, il cui nome è un gioco di parole che combina l’antico nome di Osaka (Naniwa) e il termine giapponese per “fortuna”, richiamando anche la dicitura “seconda capitale”.
I criteri per designare la nuova capitale sono attualmente vaghi e saranno definiti più precisamente dopo ottobre, quando la legge entrerà in vigore. Il governo ha stabilito requisiti generali riguardo a popolazione e attività economica, includendo anche la necessità di una certa distanza da Tokyo per evitare il rischio di essere colpiti da una catastrofe simile.
Il Giappone è frequentemente colpito da terremoti, tifoni e inondazioni ed è situato lungo la “cintura di fuoco” del Pacifico, una zona sismicamente attiva. Il paese ha vissuto alcuni dei terremoti più devastanti, tra cui quello del 2011, che ha provocato oltre 20.000 vittime e un grave incidente all’impianto nucleare di Fukushima, con l’epicentro a 370 chilometri da Tokyo. Le stime governative indicano una probabilità del 70% che un terremoto di magnitudine superiore a 7 colpisca Tokyo nei prossimi 30 anni.
La discussione per l’istituzione di una seconda capitale è in corso da decenni, sia per prepararsi a emergenze, sia per alleviare la crescente pressione demografica su Tokyo, che dal 1960 al 2025 è cresciuta da 9,6 a 14,2 milioni di abitanti. L’istituzione di una seconda capitale potrebbe consentire una distribuzione più equilibrata delle funzioni governative e stimolare lo sviluppo economico in altre città o prefetture.
Tuttavia, i critici avvertono che i criteri e i piani del governo rimangono troppo poco chiari. Politici dell’opposizione accusano il governo di utilizzare la proposta come una manovra politica, specialmente a favore di Osaka, governata dal Partito dell’Innovazione del Giappone (JIP), alleato della coalizione guidata dal Partito Liberal Democratico (PLD) della Takaichi, che ha richiesto a lungo la decentralizzazione delle funzioni governative verso Osaka.
Mah, una seconda capitale? Sembra una decisione giusta data la situazione, ma è un po’ strano pensare che Osaka possa diventare il nuovo centro. Qui in Italia non ci sogneremmo mai di cambiare le capitali per emergenze… Comunque, che dire, spero solo che non sia una mossa politica per favorire certi partiti!