Giorgos Papandreou: «L’Europa deve affrontare le proprie responsabilità, non solo gli attacchi esterni»

23.10.2026 22:15
Giorgos Papandreou: «L'Europa deve affrontare le proprie responsabilità, non solo gli attacchi esterni»

Giorgos Papandreou sul malessere europeo: “La fiducia nell’Ue è svanita”

Durante il suo intervento al Festival Internazionale dell’Economia di Torino, l’ex premier greco Giorgos Papandreou ha sottolineato l’attuale clima di insoddisfazione e incertezza che attraversa l’Europa, evidenziando come la fiducia nell’Unione Europea sia diminuita nel tempo, riporta Attuale.

Papandreou, che fu primo ministro durante i momenti più critici della crisi greca, ha tracciato un parallelo tra le attuali proteste in Europa e le manifestazioni di rabbia contro le misure di austerità del 2011. “Oggi, vedo più incertezza e più stress. Quest’anno, da noi c’è stata la protesta più grande nella storia del Paese, dopo il disastro ferroviario del 2023 che ha ucciso 57 persone e ha mostrato malagestione e corruzione,” ha dichiarato.

Il politico ha continuato, evidenziando come le domande riguardanti la situazione economica e la governance siano simili a quelle del 2011, ma le circostanze attuali sono differenti. “Le nuove generazioni parlano di clima, di geopolitica, sono preoccupate del futuro, hanno paura di stare peggio delle generazioni precedenti,” ha affermato.

In un contesto di crescente instabilità, Papandreou ha avvertito che la mancanza di fiducia nell’Ue favorisce gli antieuropeisti. Ha sottolineato che, nonostante i problemi, l’Unione Europea rimane un’esempio di cooperazione tra Stati storicamente in conflitto.

Riguardo all’influenza esterna sulle proteste, Papandreou ha dichiarato: “Dobbiamo guardarci noi, prima di guardare alla Russia. Non sono solo i russi; anche oligarchi americani come Elon Musk fanno parte della sfida per l’Europa.” Inoltre, ha parlato della necessità per l’Europa di sviluppare una maggiore autonomia e resilienza, specialmente nell’ambito sociale e economico.

Papandreou ha espresso la necessità di un cambiamento nella leadership politica, suggerendo che i leader devono affrontare la verità scomoda anziché cercare capri espiatori. “Quando io decisi di dire la verità, pensai: puoi nascondere le cose, ma presto o tardi qualcuno pagherà,” ha concluso, sottolineando l’importanza dell’onestà e della responsabilità nella governance.

Infine, ha attribuito la crisi della democrazia a una concentrazione di potere, esortando a riflettere su come ripristinare la fiducia tra le istituzioni e i cittadini, una fiducia che è stata erosa da scandali e promesse non mantenute.

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