La crisi dei migranti negli Stati Uniti rappresentata nella foto dell’anno
La foto dell’anno del 2026 cattura un momento straziante in cui due ragazze, di tredici e quindici anni, cercano di trattenere il padre Luis mentre l’ICE, la polizia migratoria americana, lo arresta per rimandarlo in Ecuador. Questa immagine evidenzia una realtà tragica: una famiglia a New York deve affrontare la separazione in un contesto di crisi migratoria, riporta Attuale.
Carol Guzy, giustamente premiata, ha alle spalle una carriera costellata di successi, inclusi quattro Pulitzer. Il suo lavoro questa volta rimane negli Stati Uniti, mettendo in luce una crisi che sembrava impensabile fino a un anno fa. Il Javits Federal Building, a New York, diventa un palcoscenico per documentare l’operato della polizia sotto l’amministrazione Trump. Gli agenti dell’ICE, mascherati, si appostano all’esterno delle aule dove i giudici convocano i migranti. Quest’ultimi, costretti per legge a presentarsi, sperano in un esito positivo mentre, al termine dell’udienza, vengono arrestati e inviati in campi di detenzione lontani dalle loro famiglie.
La famiglia di Luis rappresenta una delle tante vittime di questi raid, che avvengono quotidianamente in grandi città americane, da New York a Minneapolis. Nonostante gli sforzi di Guzy per rimanere in contatto, la famiglia è riuscita a svanire dall’attenzione pubblica. La crescente decisione di vivere nella clandestinità – abbandonando la scuola, il sistema sanitario e qualsiasi supporto da NGO o parrocchie – diventa sempre più comune. La situazione è ulteriormente complicata dal cambio di leadership al Ministero della Sicurezza Interna: ora sotto Markwayne Mullin, le politiche rimangono invariate e continuano a causare conseguenze gravi.
Carlo Calabrò