Attacchi aerei statunitensi in Iran: nuova escalation nel Golfo
Martedì attorno alle 18:30 ora italiana, il comando delle forze statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha comunicato l’inizio di una nuova serie di attacchi contro l’Iran. Questo intervento è stato giustificato come ritorsione per i tentativi iraniani di colpire navi commerciali nello stretto di Hormuz e le forze americane presenti nell’area da parte dei Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare più potente e influente dell’Iran, riporta Attuale.
Dettagli sugli attacchi non sono stati forniti dal CENTCOM, ma i media iraniani hanno riferito di esplosioni a Bandar Abbas e nell’isola di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz, e nelle città di Konarak e Chabahar, nel sud-est del paese. Al momento non ci sono notizie su eventuali danni o vittime.
Lo scorso domenica, gli Stati Uniti avevano bombardato l’isola iraniana di Larak, situata nel Golfo Persico, affermando di aver colpito due stazioni da cui il regime iraniano stava per lanciare razzi contenenti mine destinate allo stretto. Questo attacco era stato il primo contro l’Iran in diverse settimane, e inizialmente non sembrava preludere a un’escalation di attacchi su larga scala. In risposta, i Guardiani della Rivoluzione avevano dichiarato di aver lanciato missili e droni contro basi con personale statunitense in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo il sito di news Axios, ben informato sulle decisioni dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, gli attacchi di martedì rientrano in un nuovo piano strategico volto a indebolire i sistemi radar e di lancio missilistico iraniani nello stretto, impedendo così al regime di esercitare il controllo sulla regione.