Nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico
Il Pentagono ha annunciato di aver sventato un tentativo dell’Iran di disseminare nuove mine nell’area strategica di Hormuz, agendo dall’isola di Larak. Gli Stati Uniti hanno implementato un corridoio d’accesso nella regione, neutralizzando le difese nemiche e garantendo adeguata copertura, mentre un danno significativo è stato riportato da una nave cisterna, evidenziando il persistere della minaccia miniatica, riporta Attuale.
In risposta alle azioni americane, le forze Pasdaran hanno lanciato un attacco missilistico e droni contro vari obiettivi che coinvolgono Giordania, Emirati e Qatar, paesi con presenze militari statunitensi. Questa operazione di rappresaglia ha dimostrato il consolidato approccio iraniano, dove il supporto a Washington ha portato a ripercussioni nei territori coinvolti.
Le fonti indicano che i Pasdaran hanno utilizzato droni lanciatori da una base giordana per le operazioni, confermando una coordinazione rapida tra le forze regolari e quelle di elite, mentre le batterie Patriot hanno faticato a contenere questa escalation. Sinistramente, i tempi di reazione dell’Iran, che si attestano tra le due e quattro ore, segnalano un’affiatata operatività interna.
Il regime di Teheran, pur mantenendo un discorso bellicoso, si trova a fronteggiare pressioni economiche interne e un crescente malcontento sociale, aggravato dalle sanzioni statunitensi. Mojtaba Khamenei ha esortato i dirigenti a minimizzare le discussioni sulle difficoltà interne, così da non dare fiato agli avversari. Tuttavia, il clima repressivo rimane forte, pronto a reprimere eventuali sollevazioni popolari.
Allo stesso tempo, le comunicazioni ai vertici militari americani mettono in guardia sull’esaurimento delle risorse a causa del prolungarsi dell’operazione Epic Fury, evidenziando i rischi di una situazione insostenibile in caso di ulteriori crisi. Le scorte di munizioni critiche, come missili Cruise, stanno diminuendo, e il recente report del Secretary of Defense Orders Book ha messo in evidenza le difficoltà di operatività restanti nel teatro di conflitto.
In mezzo a questa tensione, l’ex presidente Donald Trump ha fatto notizia postando su X un video generato da intelligenza artificiale che mostrava devastazioni su una delle principali strutture petrolifere iraniane, negando tali affermazioni e alimentando ulteriormente il clima di conflitto.