Il destino del carcere dell’Helicoide in Venezuela: dalla speranza di un centro commerciale alla realtà di torture e abusi
Nei giorni recenti, il Venezuela ha visto la liberazione di alcuni prigionieri politici da detenuti all’Helicoide, un carcere di Caracas noto per abusi e torture. Anche se il carcere dove era rinchiuso Alberto Trentini si trova al Rodeo 1, l’Helicoide è considerato il più infame tra gli istituti di detenzione del regime. Costruito in stile brutalista, la sua progettazione originaria prevedeva un centro commerciale futuristico, ma l’attuale realtà è drammatica, come riportano Attuale.
L’Helicoide, inizialmente concepito come simbolo dell’ambizione venezuelana negli anni Cinquanta, ha visto la sua funzione distorta nel corso degli anni. Recenti testimonianze da parte dei prigionieri liberati hanno confermato le terribili condizioni all’interno, comprese stanze riservate alle torture, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che la nuova presidente Delcy Rodríguez avrebbe intenzione di chiudere il carcere; tuttavia, al momento non ci sono segnali tangibili di un cambiamento.
La costruzione dell’Helicoide, iniziata sotto il regime di Marcos Pérez Jiménez, prevede un’imponenza architettonica che doveva rivoluzionare il commercio locale, ma è rapidamente diventata un simbolo di repressione e violenza. La struttura è stata abbandonata per anni e, dal 1975, è stata usata per accogliere circa 10.000 persone senza fissa dimora, che hanno vissuto all’interno in condizioni critiche.
A partire dagli anni ’80, l’Helicoide è stata trasformata in un centro di detenzione, noto per le sue condizioni inumane, come testimoniato da rapporti dell’agenzia interamericana dei diritti umani. La dinamica di detenzione ha visto un aumento graduale dei prigionieri, in particolare da quando Nicolás Maduro è salito al potere, culminando in una serie di pratiche di tortura inaccettabili documentate da organizzazioni per i diritti umani.
Secondo le testimonianze di ex-detenuti, l’Helicoide è diventata un luogo di tortura, con celle sovraffollate e violenze sistematiche. L’edificio, progettato per altre finalità, ha assunto una connotazione sinistra, rappresentando una delle più gravi violazioni dei diritti umani nel continente americano.