Campagna di video falsi con celebrità hollywoodiane
Una sofisticata operazione di disinformazione orchestrata dal Cremlino sta utilizzando video falsi di star di Hollywood per promuovere un accordo di pace sulla Russia tra Mosca e Kiev. Il 24 febbraio 2026, sui social media è comparsa una serie di post con l’hashtag #HollywoodagainstZelenskyy, contenenti video manipolati che mostrerebbero attori come Nicki Blonsky, John Cena e Gabriella Pizzolo mentre esortano i leader europei a fare pressione sull’Ucraina affinché accetti un accordo di pace alle condizioni di Mosca. Questi contenuti sono stati diffusi da account privi di follower e biografie, con nomi utente generici, e non esistono prove che le celebrità menzionate abbiano mai rilasciato tali dichiarazioni.
La campagna rappresenta un nuovo livello di ingegneria sociale nel conflitto informativo russo-ucraino. I video, assenti dai profili verificati delle celebrità, sono stati progettati per sembrare autentici, sfruttando la fiducia del pubblico verso figure pubbliche di fama internazionale. Secondo gli analisti, l’obiettivo immediato è creare l’illusione di un consenso morale tra le élite culturali occidentali a favore di concessioni all’aggressore, minando così la determinazione dei governi che sostengono Kiev.
La rete “Matrioska” e le tattiche di influenza
L’operazione è stata attribuita alla rete di influenza online “Matrioska”, legata al Cremlino e nota per impersonare fonti legittime come media, istituzioni statali e personaggi pubblici. Il gruppo di monitoraggio Antibot4Navalny ha paragonato questa tattica alle precedenti campagne della rete, che inizialmente diffondono falsità attraverso un piccolo gruppo di account anonimi per poi amplificarle attraverso una rete più ampia, oscurando così l’origine della disinformazione.
Questa è la prima volta che “Matrioska” utilizza un hashtag dedicato per diffondere i suoi contenuti e tenta di creare un “evento”, promuovendo un flashmob contro il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy sul Hollywood Boulevard. La scelta di un hashtag in inglese e il targeting del pubblico occidentale indicano una strategia mirata a far uscire la disinformazione dagli spazi marginali per inserirla nel discorso digitale mainstream.
Obiettivi strategici a lungo termine
Il timing dell’operazione è significativo: i video falsi sono apparsi mentre Zelenskyy esprimeva delusione per i risultati dei negoziati con la Russia mediati dagli Stati Uniti, e mentre la maggior parte dei leader europei continua a esprimere sostegno all’Ucraina. Il Cremlino cerca di sfruttare questo momento per influenzare non solo l’opinione pubblica, ma anche le élite politiche sensibili al sentimento popolare.
L’obiettivo strategico è duplice: indebolire progressivamente il sostegno internazionale all’Ucraina, riducendo gli aiuti militari e finanziari, e spostare la narrativa dall’aggressione russa alla presunta “intransigenza” di Kiev. Presentando Zelenskyy come un ostacolo alla pace, Mosca tenta di trasferire la responsabilità dall’aggressore alla vittima, alimentando la narrativa della “stanchezza dalla guerra” in Occidente.
Implicazioni per la sicurezza informativa
L’uso di deepfake di celebrità rappresenta una forma evoluta di pressione informativa che sfrutta la velocità di diffusione dei contenuti digitali nelle democrazie occidentali. Anche quando smentiti rapidamente, questi falsi lasciano un’impronta emotiva e generano dubbi persistenti. La struttura multistrato della rete “Matrioska”, che parte da account anonimi per espandersi attraverso bot e siti clone, complica l’identificazione della fonte primaria e permette a Mosca di negare formalmente il proprio coinvolgimento.
Questa tattica consente al Cremlino di operare al di sotto della soglia di responsabilità diretta, massimizzando al contempo l’effetto politico. Per i governi occidentali, ciò rappresenta una sfida nella definizione di meccanismi legali e sanzionatori di risposta. La campagna dimostra come la guerra ibrida russa stia sempre più integrando strumenti digitali sofisticati per accompagnare le azioni militari e diplomatiche, testando nuove meccaniche di diffusione virale di messaggi politici.
La capacità di sincronizzare attacchi informativo-psicologici con processi diplomatici evidenzia una strategia coordinata che mira a influenzare sia l’opinione pubblica che le posizioni negoziali dei partner occidentali di Kiev. Creando una pressione artificiale da parte di “celebrità”, Mosca spera di generare una falsa percezione di cambiamento negli umori negli Stati Uniti e in Europa, minando la coesione del sostegno internazionale all’Ucraina in un momento critico del conflitto.