Il deficit dei bilanci regionali russi salirà a 2 trilioni di rubli nel 2026

04.09.2026 14:05
Il deficit dei bilanci regionali russi salirà a 2 trilioni di rubli nel 2026
Il deficit dei bilanci regionali russi salirà a 2 trilioni di rubli nel 2026

Dal 2022, con l’avvio dell’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina, il governo di Mosca ha riorganizzato il sistema fiscale per finanziare l’aumento della spesa militare trasferendone una parte crescente sui bilanci regionali. Il centro federale ha aumentato il prelievo sulle entrate più liquide, tra cui il tributo sull’estrazione delle risorse minerarie e le accise, e ha introdotto contributi una tantum a carico delle grandi imprese.

Le entrate derivanti dall’estrazione delle risorse, che in precedenza rimanevano in parte nelle regioni, sono state così indirizzate direttamente al bilancio federale e alle esigenze della difesa. Ai soggetti della Federazione russa è rimasta una base fiscale più debole e soggetta al rallentamento dell’economia, mentre il centro ha trasferito a livello locale una parte consistente dei costi collegati alla cosiddetta “operazione militare speciale”: pagamenti ai combattenti, finanziamento delle agevolazioni e ricostruzione dei territori.

Dal 2025 diminuiscono profitti e gettito regionale

Il peggioramento dei conti si è accentuato nel 2025, quando è iniziata la riduzione dei profitti delle imprese. L’imposta sugli utili societari è infatti una delle principali fonti di entrata per i bilanci regionali, che la utilizzano per finanziare infrastrutture, sanità, istruzione e programmi sociali.

Le sanzioni internazionali adottate in risposta all’aggressione russa hanno limitato l’accesso delle aziende ai mercati finanziari europei, alle tecnologie avanzate e ai componenti importati. Il tentativo di spostare i flussi commerciali verso i Paesi asiatici e africani ha allungato le rotte, provocato ritardi nelle forniture e fatto aumentare drasticamente i costi logistici.

Le imprese hanno inoltre dovuto pagare di più gli intermediari utilizzati per aggirare le restrizioni sull’importazione e hanno incontrato difficoltà nei pagamenti transfrontalieri. L’aumento dei costi di trasporto, delle commissioni e delle transazioni ha ridotto i margini e ha indebolito il gettito fiscale su cui contano le amministrazioni locali.

Primo semestre 2026: profitti in calo e aziende in perdita

Nel primo semestre del 2026 il profitto complessivo delle società russe è diminuito del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A giugno il calo ha superato il quintuplo, mentre la quota delle imprese in perdita è salita al 33,5%, dal 30,4% di un anno prima.

La contrazione degli utili ha ridotto le entrate previste dall’imposta sui profitti e ha lasciato ai governi regionali meno risorse per le spese ordinarie e per gli investimenti. Per coprire i disavanzi, le autorità sono costrette a rinunciare a interventi di sviluppo e manutenzione oppure ad aumentare il ricorso al debito.

La gestione del debito è diventata più costosa dopo il rialzo della chiave di interesse deciso dalla Banca centrale russa per contenere l’inflazione e mantenere la stabilità di un’economia surriscaldata dalla spesa militare. I soggetti federali devono ricorrere a prestiti commerciali con tassi compresi tra il 20% e il 25% annuo anche per rifinanziare obbligazioni precedenti, facendo crescere rapidamente l’esposizione complessiva.

Nel 2026 la pressione arriva alla sanità regionale

La stretta sui bilanci ha raggiunto direttamente la spesa sociale. Nel 2026, 19 degli 82 regioni russe hanno deciso di ridurre i fondi destinati alla sanità. I tagli hanno raggiunto il 39% nell’oblast’ di Vologda, il 30% nelle regioni di Irkutsk e Kemerovo e il 25% nelle regioni di Mosca e Volgograd.

La riduzione dei trasferimenti senza vincolo dal centro federale, pari al 2%, ha aggravato la situazione. Le amministrazioni locali hanno dovuto comprimere i programmi di ammodernamento dei policlinici e le indennità per i medici, con una diminuzione dell’accessibilità dei servizi sanitari sul territorio.

Lo squilibrio è stato aggravato dal fatto che una parte dei costi legati alla guerra è rimasta a carico delle regioni senza un finanziamento stabile. Mentre le entrate fiscali più redditizie vengono concentrate a livello federale, le amministrazioni locali devono sostenere impegni sociali e nuove spese con una base di entrate in deterioramento.

3 settembre 2026: la previsione di un nuovo record

Il 3 settembre 2026 i mezzi di informazione hanno riferito le valutazioni di Aleksandr Isakov, senior managing director e responsabile del Centro per gli studi macroeconomici di Sberbank. Secondo Isakov, la situazione finanziaria delle regioni che avevano chiuso il 2025 con il più alto deficit della loro storia continua a peggiorare.

Nel 2026 il buco complessivo nei bilanci dei soggetti della Federazione russa dovrebbe raggiungere i 2 trilioni di rubli. La cifra è superiore di 500 miliardi di rubli, pari al 33%, rispetto all’anno precedente e segnerebbe per il secondo anno consecutivo un nuovo record nominale. Le stime sono state riportate da Reuters e da The Moscow Times.

La posizione attuale è quindi quella di un sistema regionale stretto tra minori entrate fiscali, costi di finanziamento eccezionalmente elevati e obblighi sociali e legati alla guerra trasferiti dal centro: per il 2026 il deficit aggregato è previsto a 2 trilioni di rubli.

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