Il funerale di Khamenei: cerimonie in diverse città e propaganda politica

04.07.2026 16:15
Il funerale di Khamenei: cerimonie in diverse città e propaganda politica

Il regime ha messo a punto un rito che mescola il ricordo dell’ayatollah e la volontà di dimostrare la propria forza davanti a ogni crisi

Da oggi fino al 9 luglio, la Repubblica islamica dà vita a quello che definisce «il funerale del secolo», una commemorazione che oltre a onorare la memoria di Ali Khamenei, morto in un attacco aereo il 28 febbraio, serve a dimostrare l’autorità di un regime in corso di transizione, reduce da un conflitto con gli Stati Uniti e Israele. La narrazione del suo martirio si innesta nei fondamenti identitari dell’islam sciita, contribuendo a proiettare un messaggio di unità e forza verso l’esterno, riporta Attuale.

Il percorso: da Teheran a Mashhad, passando per Qom e l’Iraq

Il funerale segue un percorso strategico, con Teheran come prima tappa (4-6 luglio), dove il corpo è esposto alla moschea Grand Mosalla. Questa fase è cruciale per misurare la mobilitazione dello Stato. Successivamente, il convoglio proseguirà verso Qom (7 luglio), la città considerata il centro della legittimità religiosa. Il percorso prevede anche tappe in Iraq, a Najaf e Karbala (8 luglio), amplificando l’evento a livello transnazionale, prima di tornare a Mashhad (9 luglio) per la sepoltura, in una città che simboleggia unione tra sacro e biografia personale di Khamenei.

Numeri, sicurezza e macchina organizzativa

Le autorità stimano una partecipazione di 12-20 milioni di persone lungo l’intero tragitto. Per gestire questa mobilitazione, il regime ha attivato misure straordinarie, chiudendo scuole e uffici, e schierando un imponente apparato di sicurezza, dalle forze Basij alle Guardie rivoluzionarie. Le città sono state rimodellate per l’occasione, con percorsi controllati e accessi filtrati. Inoltre, sono stati allestiti centinaia di mokeb per fornire cibo e bevande gratuitamente, alimentando un clima di partecipazione e devozione collettiva, simile a quello visto durante la commemorazione di Qassem Soleimani, assassinato nel 2020.

Dopo Khamenei: successione, propaganda e il precedente del 1989

Il confronto più immediato è con il funerale di Ruhollah Khomeini nel 1989, che si svolse in un clima di caos e sovraffollamento, portando a tragedie umane. Oggi, tuttavia, l’organizzazione è meticolosa e controllata, riflettendo la capacità del regime di mantenere il controllo in un momento di incertezza. Se il funerale di Khomeini segnò la nascita del sistema, oggi le autorità puntano a dimostrare la continuità del potere e la resilienza dell’Iran di fronte alle sfide interne ed esterne.

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