Riapertura della crisi abitativa in Spagna con nuovi decreti del governo
Il governo spagnolo di Pedro Sánchez ha approvato due nuovi decreti sulla casa, simili a quelli bocciati dal parlamento la scorsa settimana, provocando una crisi politica che ha spinto il primo ministro a dissolvere le camere e indire elezioni anticipate. Le nuove misure includono un investimento di 280 milioni di euro per sostenere la costruzione di nuovi edifici e un altro di 400 milioni per l’edilizia popolare, riporta Attuale.
Questa azione del governo mira a rispondere a una crisi abitativa accentuata dalle recenti proteste, tra cui quella di Maricarmen Abascal, un’anziana di 87 anni sfrattata dalla sua casa di Madrid. La reapprovazione dei decreti avviene dopo la dissoluzione del parlamento, sfruttando una differenza procedurale per convertirli in legge: ora l’approvazione spetta alla Diputación Permanente, un ente dedicato agli affari correnti, composto da 69 parlamentari. Questa situazione riduce l’influenza dei partiti autonomisti che, insieme a quelli di destra, avevano affossato le precedenti versioni delle misure.
Il primo decreto propone la sospensione degli sfratti per le persone in difficoltà economica e la possibilità di prorogare i contratti di affitto in scadenza fino al 2028. Include anche normative più severe sugli affitti temporanei e limitazioni agli acquisti immobiliari speculativi fino alla fine del 2028. Il secondo decreto, invece, introduce un meccanismo di rinnovo automatico dei contratti, consentendo il prolungamento senza una scadenza ben definita, con aumenti del canone regolati dalla legge. I proprietari che scelgono di non rinnovare il contratto sono obbligati a versare un indennizzo all’inquilino, salvo eccezioni previste.