Mattarella richiama ai valori della Liberazione mentre il clima politico si riscalda
Alla vigilia del 25 aprile, si intensificano le provocazioni nel panorama politico italiano, ma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea che la festa della Liberazione deve essere un “momento di riflessione e coesione nazionale” per i valori su cui si fonda l’Italia. In un contesto internazionale segnato da conflitti e tentativi di sopraffazione, Mattarella ribadisce che “i valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica” ma rappresentano il “fondamento” della nostra convivenza, del rifiuto di ogni forma di autoritarismo e sopraffazione, riporta Attuale.
Dopo un omaggio all’Altare della Patria, il presidente trascorrerà la giornata nelle Marche, visitando San Severino, una città insignita della medaglia d’oro al merito civile. Questo luogo, segnato da otto stragi nazifasciste, ha ospitato centinaia di perseguitati ebrei, rappresentando un simbolo della Resistenza. Mattarella ha espresso preoccupazione per i tagli ai fondi destinati ai siti di memoria della lotta partigiana, sottolineando l’importanza di tali luoghi nel nostro Paese e il loro significato storico. Le polemiche suscitate dalle dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, e dal leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, si allontanano dal salone delle Feste del Quirinale, dove il presidente riceve le associazioni combattentistiche, definite “custodi della memoria”.
In un contesto globale segnato da crisi e conflitti, come quelli in Ucraina, Iran e Medio Oriente, Mattarella evita tuttavia riferimenti diretti, ma non manca di denunciare chi ricorre alla forza in violazione del diritto internazionale. Rispondendo alle critiche del presentatore russo Vladimir Solovyov, che lo ha attaccato per aver paragonato la Russia al Terzo Reich, il presidente evidenzia che “il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte” conduce a lutti e distruzioni. Questi conflitti, avverte, sono presenti “in molte, troppe parti del mondo”, e il messaggio di pace di Papa Leone XIV invita la comunità internazionale a perseguire “con tenacia le ragioni del dialogo”.
Incredibile che in un momento così importante ci siano ancora polemiche e provocazioni. La Liberazione dovrebbe unirci, non dividerci. Mattarella ha ragione, i valori della nostra Costituzione devono essere il faro in queste tempeste politiche… Altrimenti, dove andiamo a finire?