Il nuovo piano per l’Ucraina ridotto a 19 punti e in fase di discussione

25.11.2025 10:45
Il nuovo piano per l'Ucraina ridotto a 19 punti e in fase di discussione

Stati Uniti e Ucraina rivedono il piano di pace dopo intense trattative

Dopo alcuni giorni di negoziati piuttosto frenetici, lunedì Stati Uniti e Ucraina hanno modificato in modo significativo il piano per porre fine alla guerra, rivisto su input della Russia. Il piano originale, composto da 28 punti e nettamente favorevole alla Russia, avrebbe comportato una resa da parte dell’Ucraina. La nuova versione è stata ridotta a 19 punti, con elementi ripensati per essere accettabili anche per l’Ucraina, riporta Attuale.

La questione cruciale ora è se la Russia accetterà questo piano modificato, il quale ha eliminato alcune richieste massimaliste. Molti dettagli rimangono ancora in discussione e i negoziati continuano.

La bozza rivista, redatta a Ginevra dai delegati di Stati Uniti e Ucraina, ha visto significative modifiche. Come dichiarato dal vice ministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, “è rimasto molto poco della versione originale”, quella a 28 punti favorevole alla Russia. Secondo fonti giornalistiche, il nuovo piano prevede un incremento del numero di soldati ucraini che possono essere mantenuti in caso di tregua, passando da 600mila a 800mila, cifra più adeguata alla difesa del paese. Il presidente Volodymyr Zelensky ha comunicato a gennaio che in quel periodo erano 880mila gli uomini impiegati nella guerra. Inoltre, il nuovo accordo sembra adottare un linguaggio più possibilista riguardo all’ingresso dell’Ucraina nella NATO.

Tuttavia, restano aperti numerosi punti, lasciati volutamente in sospeso per futuri negoziati diretti tra Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump. In particolare, la questione territoriale è delicata; il piano originario prevedeva la cessione all Russia dei territori del Donbas non ancora conquistati, che costituiscono l’11% della regione. Per l’Ucraina è inaccettabile l’idea di cedere territori difesi con determinazione, poiché ciò comporterebbe la perdita di una linea difensiva cruciale in caso di attacchi futuri.

Un altro tema ancora aperto riguarda le cosiddette “garanzie di sicurezza”, ovvero le misure da adottare per garantire che l’Ucraina non subisca ulteriori aggressioni. Al momento non è chiaro se e quando Trump e Zelensky si incontreranno per discutere di queste questioni; attualmente non è previsto alcun incontro.

I negoziati proseguono intanto ad Abu Dhabi, dove da lunedì il segretario dell’esercito statunitense, Dan Driscoll, incontra delegati russi e ucraini. Driscoll, figura chiave nell’amministrazione per le questioni non militari, ha amici influenti come il vicepresidente J.D. Vance, e sta guadagnando crescente importanza nella diplomazia statunitense.

Non è chiaro se i negoziati condotti da Driscoll si svolgano in parallelo o in competizione con quelli di Ginevra, coordinati dal segretario di Stato Marco Rubio, dato che entrambi hanno visioni diverse sulla situazione. Rubio, pur avendo inizialmente sostenuto fortemente l’Ucraina, ha moderato la sua posizione, mentre Driscoll è considerato vicino a Vance, critico dell’Ucraina e pro-Russia.

L’andamento dei negoziati sembra destinato a protrarsi, con Trump che sperava di arrivare a un accordo entro giovedì, giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, ma adesso appare chiaro che ciò non avverrà.

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