Il Parlamento europeo approva la risoluzione su Gaza, omettendo il termine «genocidio»

11.09.2025 14:55
Il Parlamento europeo approva la risoluzione su Gaza, omettendo il termine «genocidio»

Il Parlamento europeo approva una risoluzione su Gaza, omettendo il termine «genocidio»

DALLA NOSTRA INVIATA
STRASBURGO – Il Parlamento europeo ha approvato ieri una risoluzione su Gaza con 305 voti a favore, 151 contrari e 122 astenuti, dopo una lunga trattativa che ha visto il sostegno di socialisti, liberali e verdi, oltre al supporto dei popolari. Il documento, intitolato «Gaza al limite: l’azione dell’Ue per combattere la carestia, l’urgente necessità di liberare gli ostaggi e procedere verso una soluzione a due Stati», non include il termine «genocidio», inizialmente presente nel testo presentato dal gruppo S&D e successivamente negoziato con gli altri gruppi, tra cui il Ppe, che ha richiesto la sua rimozione, riporta Attuale.

È significativo che la majoranza e l’opposizione italiane si siano divise nel voto: a favore si sono espressi il Partito Democratico e Forza Italia, mentre il Movimento 5 Stelle ha bocciato la risoluzione, considerandola «troppo debole». Astenuta anche Ilaria Salis per la delegazione di Sinistra Italiana, ma contrario il deputato Leoluca Orlando per Europa Verde. Fratelli d’Italia invece si è astenuta, mostrando una mancanza di equilibrio nel testo secondo quanto affermato da Fidanza.

Per la prima volta dall’inizio della legislatura, una risoluzione di maggioranza sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia viene approvata con un voto in aula, consentendo al Parlamento di esprimersi con una voce unica, contrariamente alla confusione che ha caratterizzato le posizioni degli Stati membri e delle istituzioni europee in questi mesi.

Il documento condanna severamente il blocco degli aiuti umanitari imposto dal governo israeliano, responsabile di una situazione di carestia, e richiede l’apertura di tutti i valichi di frontiera pertinenti. Inoltre, sottolinea l’urgenza di restituire mandato e finanziamenti all’UNRWA, con un controllo rigoroso, e si oppone fermamente all’attuale sistema di distribuzione degli aiuti. La risoluzione invita anche gli Stati membri a considerare la possibilità di riconoscere lo Stato di Palestina e chiede un cessate il fuoco immediato e permanente, esortando l’UE a esercitare la sua influenza diplomatica perché Hamas accetti di liberare gli ostaggi.

Il Parlamento riconosce l’«inalienabile diritto all’autodifesa» di Israele nel rispetto del diritto internazionale e riafferma il suo status di partner strategico dell’UE nella lotta contro il terrorismo nella regione. Inoltre, sostiene la proposta della presidente della Commissione europea di sospendere il sostegno bilaterale all’Israele e di parzialmente fermare l’accordo commerciale tra UE e Israele.

I deputati chiedono indagini complete su tutti i crimini di guerra e le violazioni del diritto internazionale, auspicando che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Anche le sanzioni dell’UE contro coloni violenti e politici estremisti israeliani vengono raccomandate. Le misure restrittive mirate in materia di diritti umani, tra cui il congelamento dei beni e il divieto di visto per azioni dirette contro i territori palestinesi, sono incluse nella richiesta della risoluzione.

Il voto è avvenuto a seguito di una lunga pausa richiesta dagli europarlamentari per considerare gli emendamenti proposti. Giovedì, i gruppi di maggioranza hanno raggiunto un accordo sul testo, ritirando gli emendamenti più controversi. Il Ppe ha annullato almeno dieci emendamenti precedentemente presentati, assicurando così il sostegno finale al testo.

Valerie Hayer, presidente del gruppo Renew Europe, ha dichiarato che «Renew ha lavorato instancabilmente per raggiungere questo storico compromesso», evidenziando la necessità di una posizione unitaria da parte del Parlamento europeo. «Grazie ai nostri sforzi, il Parlamento europeo è la prima istituzione dell’UE a parlare con una sola voce: un segnale forte da parte di questa Assemblea agli Stati membri», ha concluso.

1 Comment

  1. Non so veramente come sia possibile che i rappresentanti europei non abbiano avuto il coraggio di usare la parola “genocidio”. È una questione seria e non si può scherzare sulle sofferenze umane. Ma si sa, la politica è sempre piena di compromessi, anche quando si parla di vite umane… triste davvero.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere