Il Parlamento della Groenlandia ratifica accordo con Stati Uniti e Danimarca per la presenza militare
Il parlamento della Groenlandia ha ratificato l’accordo firmato a settembre con Stati Uniti e Danimarca, consentendo una maggiore presenza militare statunitense nel territorio. L’accordo prevede la costruzione di due nuove basi militari e la libertà di movimento per le forze armate statunitensi sull’isola, sottolineando la totale sovranità della Groenlandia, che, pur facente parte del Regno di Danimarca, ha un proprio governo e ampie autonomie. Inoltre, stabilisce che eventuali investimenti da paesi esterni alla NATO debbano ricevere l’approvazione degli Stati Uniti: una formula vaga, che l’amministrazione statunitense interpreta come una garanzia per evitare l’accesso di paesi come Russia e Cina alle ingenti riserve di metalli rari del territorio, riporta Attuale.
Il presidente statunitense Donald Trump, fin dall’inizio del suo secondo mandato, aveva richiesto in modo significativo un controllo maggiore degli Stati Uniti sulla Groenlandia e non aveva escluso in passato anche l’ipotesi di un’invasione, giustificandola con motivi di sicurezza nazionale. Tuttavia, l’interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia è principalmente legato allo sfruttamento delle sue riserve di metalli rari, cruciali per la produzione di microchip e altri componenti tecnologici.
Le rivendicazioni di Trump sulla Groenlandia avevano suscitato una grave crisi diplomatica con vari paesi europei e il governo danese, che aveva considerato gli Stati Uniti come una potenziale minaccia. Negli ultimi anni, però, sono stati avviati negoziati con i governi groenlandese e danese, mirando a trovare un compromesso. L’accordo entrerà in vigore una volta ratificato anche dal parlamento danese, che è previsto discuterà e voterà il provvedimento il prossimo 19 novembre.