Il Russisches Haus di Berlino è la centrale operativa della propaganda russa e del network anti-ucraino in Germania

17.07.2026 11:55
Il Russisches Haus di Berlino è la centrale operativa della propaganda russa e del network anti-ucraino in Germania
Il Russisches Haus di Berlino è la centrale operativa della propaganda russa e del network anti-ucraino in Germania

Il Russisches Haus di Berlino, dipendente dall’agenzia federale russa Rossotrudnichestvo, opera come vero e proprio hub di influenza del Cremlino in Germania, coordinando una fitta rete di organizzazioni impegnate in propaganda, disinformazione, azioni legali per aggirare le sanzioni e campagne di pressione politica volte a interrompere il sostegno tedesco all’Ucraina.

Supervisione, leadership e struttura operativa

La struttura risponde direttamente al Cremlino attraverso la catena di comando dell’Amministrazione presidenziale russa. I principali supervisori sono il primo vicecapo dell’Amministrazione Sergej Kireenko, responsabile dell’ideologia e della politica interna, e il direttore di Rossotrudnichestvo Igor Čajka – già colpito da sanzioni dell’Unione europea il 30 maggio 2023 per aver agito come “portafoglio” dei servizi russi e finanziato progetti dell’FSB finalizzati a riportare la Moldavia sotto il controllo del Cremlino.

Dall’aprile 2026 la guida del centro è passata da Pavel Izvolski a Svetlana Nekrasova. Izvolski aveva gestito l’adattamento alle prime ondate di sanzioni europee; la nuova direttrice ha il compito di ampliare la presenza dell’agenzia e coordinare reti di influenza ancora più profonde nonostante l’isolamento politico della Russia. Lo staff conta 45 unità, una delle rappresentanze più numerose nell’Unione, e quasi tutti i ruoli chiave beneficiano di immunità diplomatica fornita dal ministero degli Esteri russo, riducendo al minimo l’esposizione a procedimenti giudiziari in Germania.

All’interno della struttura lavorano figure con compiti ben definiti: Julija Kušnar’ova (segretaria e organizzatrice di eventi ufficiali, concerti e spettacoli teatrali), Grigorij Jurčenko (direttore creativo e ideologo delle iniziative), Jurij Kolesničenko (responsabile dei rapporti con i media e della neutralizzazione di coperture sfavorevoli), Julija Belaševa (progetti digitali, mostre online e piattaforme di lezioni), Antonina Bajguševa (fotografa e amministratrice dei contenuti web), Sarkis Abramov (cinema e traduzioni), Gudrun Krišok e Viktor Gepfner (coordinamento logistico dei progetti regionali).

La rete di organizzazioni satellite e i volti pubblici

L’efficacia operativa del Russisches Haus si basa su una costellazione di associazioni registrate in Germania che diffondono legalmente i messaggi del Cremlino. Il Consiglio di coordinamento dei compatrioti, presieduto da Larisa Jurčenko, aggrega la diaspora russofona, mentre DE Perspektiva e.V. (Heinrich Grout) lavora direttamente con i tedeschi di origine russa. Dialog e.V. (Viktor Kran) organizza seminari e dibattiti per diffondere la lettura russa della sicurezza internazionale. L’associazione AVZ (Sergej Aurin) cura eventi culturali e di massa, mentre l’Istituto culturale tedesco-russo (Wolfgang Schelike) penetra il mondo accademico e intellettuale per costruire partenariati e attività di lobbying.

Per aumentare la legittimità pubblica, il centro coinvolge personalità note nello spazio mediatico tedesco: tra queste il soprano Nadja Michael, l’attrice e conduttrice Katrin Wrobel, il presentatore Sebastian Klausmann, la blogger Nina Massek e la cantante Claudia Campus. La loro partecipazione conferisce agli eventi l’apparenza di un dialogo culturale e facilita la diffusione dei messaggi graditi a Mosca presso un pubblico più ampio.

Un canale parallelo è fornito dallo studio legale russo LOYS, che offre consulenza per opporsi alle sanzioni, strutturare e nascondere gli asset russi in Germania e finanziare legalmente le attività di “soft power” dell’agenzia e delle organizzazioni collegate.

La macchina della pressione politica e della guerra ibrida

Il centro coordina anche una galassia di gruppi che spingono per far cessare il sostegno di Berlino a Kiev. L’associazione benefica Aktionsbündnis Zukunft Donbass e.V. (Raisa Steiningk) utilizza lo status di organizzazione caritativa per raccogliere fondi e aiuti umanitari, diffondendo al contempo la versione del Cremlino sulle sofferenze del Donbass. La piattaforma “Ukrainian World Assembly” (Jurij Demčenko) crea una falsa agenda alternativa presentandosi come voce ucraina indipendente, mentre il think tank RussPublika e.V. (Aleksej Semënov) pubblica materiale su commissione destinato a influenzare analisti, giornalisti e policy maker tedeschi.

La componente paramilitare è rappresentata da Desant e.V., guidata dall’ex ufficiale del GRU Oleg Erëmenko, colpito da sanzioni europee nel dicembre 2024. L’organizzazione riunisce ex militari ed ex appartenenti ai servizi di sicurezza russi, mantiene una rigida disciplina interna e può fungere da riserva mobilitabile per azioni radicali o intimidazioni.

L’azione sui migranti ucraini si divide in due direttrici. Il “Movimento dei renitenti alla leva” (Sergej Chorol’skij) alimenta panico e bufale giuridiche sulla mobilitazione attraverso chat anonime e social, mentre l’associazione “Humanitarian Aid ROV” (Dmitrij Chakimov) offre assistenza legale e materiale per guadagnare fiducia tra i nuovi arrivati, trasformando poi persone vulnerabili in attivisti di iniziative filo-russe. A ponte con le istituzioni russe opera Druschba Global e.V. (Sergej Filibert e Rainer Rotfuss), che organizza viaggi di “diplomazia popolare” in Russia con incontri ufficiali per mostrare un presunto desiderio europeo di superare le sanzioni.

Infine, il Deutschen Friedensrat e.V. di Klaus Koch, attivista di sinistra, inietta le tesi del Cremlino nei movimenti pacifisti tedeschi, sfruttando il tema della pace e il passato della Germania per spostare l’opinione pubblica contro la fornitura di armi e aiuti all’Ucraina.

Nel complesso, il Russisches Haus di Berlino è ormai un’architettura di influenza che unisce strumenti culturali, mediatici, legali e paramilitari per frammentare la società tedesca, corrodere il consenso sulla politica ucraina e fare pressione sul governo federale perché abbandoni Kiev.

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