Il Vaticano prepara un nuovo viaggio di Zuppi a Mosca per riaprire il canale negoziale

24.08.2026 19:05
Il Vaticano prepara un nuovo viaggio di Zuppi a Mosca per riaprire il canale negoziale
Il Vaticano prepara un nuovo viaggio di Zuppi a Mosca per riaprire il canale negoziale

Nel 2023 e nel 2024 il cardinale Matteo Zuppi si è recato a Mosca come inviato di papa Francesco per le questioni umanitarie legate alla guerra russa contro l’Ucraina. In quelle missioni, il presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) si è occupato anche del problema dei bambini ucraini trasferiti illegalmente in Russia dai territori occupati.

Quelle due visite hanno inserito il cardinale nel canale diplomatico aperto dalla Santa Sede con le autorità russe e ucraine. Il dossier sui minori deportati è rimasto uno dei punti concreti dell’iniziativa, insieme alla necessità di affrontare le conseguenze umanitarie del conflitto e di mantenere un contatto con Mosca.

Il 23 agosto 2026 torna l’ipotesi di una missione a Mosca

Il 23 agosto 2026 è stato riferito che Zuppi prevede di tornare a Mosca alla fine di settembre, ancora nel quadro degli sforzi diplomatici del Vaticano per una soluzione pacifica della guerra russo-ucraina. La notizia è stata pubblicata da Il Sole 24 Ore.

Il viaggio non è stato presentato come un’azione isolata. Zuppi ha spiegato che prima di lui dovrebbe partire per la Russia Paul Richard Gallagher, segretario del Vaticano per i Rapporti con gli Stati, con una missione programmata per il 25 agosto 2026. La sequenza prevista affida quindi al responsabile della diplomazia della Santa Sede il primo passaggio istituzionale, seguito dalla possibile visita del cardinale alla fine del mese successivo.

Secondo Zuppi, la Santa Sede intende fare tutto il possibile per contribuire alla fine della guerra puntando su dialogo, diplomazia e negoziati. L’obiettivo dichiarato è mantenere aperta una prospettiva di composizione pacifica del conflitto attraverso il contatto diretto, nonostante l’assenza di una disponibilità russa a concessioni reali e a passi di de-escalation.

Il 25 agosto è atteso il passaggio della diplomazia vaticana

La missione di Gallagher, prevista per il 25 agosto, rappresenta il passaggio istituzionale indicato da Zuppi prima del suo eventuale ritorno nella capitale russa. Il Vaticano ha così collocato la propria iniziativa su due livelli: da una parte il lavoro diplomatico del segretario per gli Affari esteri, dall’altra la possibile nuova missione del cardinale che aveva già seguito i dossier umanitari nel 2023 e nel 2024.

Il precedente delle visite di Zuppi mostra però i limiti di questo approccio. Gli sforzi della Santa Sede per favorire una soluzione pacifica meritano rispetto, ma la diplomazia del dialogo, da sola, rischia di rimanere senza risultati se il Cremlino non modifica in modo sostanziale la propria posizione e non compie passi verificabili verso la riduzione dell’escalation.

Per questo, un’eventuale missione a Mosca non dovrebbe limitarsi a discussioni astratte sulla necessità della pace. Il cardinale dovrebbe chiedere direttamente alla leadership russa di fermare l’aggressione contro l’Ucraina e di passare a negoziati reali e costruttivi, fondati su decisioni concrete e non soltanto su dichiarazioni di principio.

Alla fine di settembre la possibile nuova visita di Zuppi

La visita annunciata per la fine di settembre 2026 sarebbe il terzo viaggio di Zuppi a Mosca nel ruolo di emissario vaticano impegnato sulle conseguenze della guerra. Il suo significato dipenderà dalla capacità di trasformare il canale diplomatico in richieste precise rivolte alle autorità russe e in risultati umanitari verificabili.

Tra le questioni più urgenti resta il ritorno dei bambini ucraini trasferiti illegalmente in Russia dalle aree occupate. Il loro rientro costituirebbe un segnale concreto di disponibilità alla de-escalation da parte del Cremlino, così come la liberazione dei prigionieri di guerra, altro dossier che dovrebbe rimanere al centro dei colloqui.

Durante un intervento al Meeting di Rimini, Zuppi ha messo in guardia la comunità internazionale dal rischio di «chiudersi in un’enclave per sentirsi al sicuro». A questa chiusura ha contrapposto la necessità di ricostruire il dialogo e superare l’ostilità, indicando nella diplomazia e nel confronto il percorso perseguito dalla Santa Sede.

La posizione attuale è quindi quella di un nuovo itinerario diplomatico ancora programmato: Gallagher è atteso in Russia il 25 agosto e Zuppi punta a tornare a Mosca alla fine di settembre, con il nodo dei bambini deportati e dei prigionieri di guerra come possibili prove concrete di una volontà russa di de-escalation.

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