In India inizia il censimento più ambizioso della storia, il primo digitale e con dati sulle caste

01.04.2026 10:05
In India inizia il censimento più ambizioso della storia, il primo digitale e con dati sulle caste

Inizia il censimento della popolazione nazionale in India, il più grande del mondo

Mercoledì in India è cominciata la raccolta delle informazioni per realizzare il censimento della popolazione nazionale, un progetto ambizioso che mira a contare circa 1,4 miliardi di persone. Questo rappresenta il primo censimento che non segue la consueta cadenza decennale, in quanto l’ultimo, programmato per il 2021, era stato posticipato a causa della pandemia. È anche il primo censimento digitale, che consente ai cittadini di partecipare attraverso un portale online in 16 lingue, mentre oltre tre milioni di funzionari saranno coinvolti nel processo, che durerà circa un anno, riporta Attuale.

Questo censimento è storico, poiché è il primo in quasi un secolo a raccogliere informazioni relative all’appartenenza alle caste, formalmente abolite negli anni Cinquanta ma che ancora influenzano profondamente la società indiana. La questione ha sollevato ampie discussioni politiche nel paese, con i partiti di opposizione al governo di Narendra Modi che sostengono sia necessario registrare le caste per garantire l’inclusione nel sistema di welfare delle persone non appartenenti a nessuna casta.

Il governo, al contrario, teme che la registrazione delle caste possa dividere la comunità indù, attualmente unita dalla religione. Circa l’80% degli indiani è induista, e l’amministrazione Modi ha perseguito politiche nazionaliste per consolidare quella che definisce “unità indù”, spesso a scapito delle minoranze, in particolare la comunità musulmana.

Le caste principali in India sono quattro e derivano da un sistema di stratificazione sociale che si è sviluppato nel corso di millenni. Al vertice ci sono i Brahini, seguiti dai Kshatriya, i Vaisya e, infine, i Sudra. Al di sotto di queste categorie si trovano i “fuori casta”, definiti “Dalit”, che svolgono lavori considerati impuri e non godono di diritti sociali e rituali.

Il censimento sarà condotto in due fasi: la prima raccoglierà informazioni sulle condizioni abitative e i beni posseduti, mentre la seconda, prevista per febbraio 2027, riguarderà aspetti demografici, educativi, di migrazione, natalità e, naturalmente, l’appartenenza alle caste.

Con una lunga storia di censimenti, l’India ha evoluto questo strumento statistico da mera conta della popolazione a una ricerca più complessa sulle abitudini sociali ed economiche. Questa evoluzione è fondamentale per orientare efficacemente le politiche governative.

Il nuovo questionario include domande relative alla condizione abitativa e all’accesso a servizi fondamentali, ponendo interrogativi cruciali per comprendere le dinamiche della società attuale. Questo è il sedicesimo censimento dalla prima edizione nel 1872, risalente all’epoca coloniale britannica, e si inserisce in un percorso di rilevazione che ha avuto luogo ogni dieci anni.

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