Visita di Trump a Pechino: un’opportunità per rafforzare le relazioni bilaterali
Mercoledì Donald Trump arriverà a Pechino per una visita ufficiale di due giorni, la prima di un presidente statunitense in Cina negli ultimi nove anni, con l’obiettivo di stabilizzare le relazioni tra i due paesi, che negli ultimi anni sono diventate complicate e tese, riporta Attuale.
Durante l’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, si discuterà di questioni economiche, inclusa la controversa questione dei dazi, che un anno fa aveva dominato le cronache internazionali. Inoltre, i due leader affronteranno temi complessi come la guerra in Medio Oriente e i blocchi navali, resi difficili dalla crescente vicinanza della Cina all’Iran, sebbene non siano attese significative novità su questi fronti.
Trump cercherà di esercitare pressione su Xi affinché la Cina solleciti il regime iraniano a riaprire lo Stretto di Hormuz e ad accettare un piano di pace. Tuttavia, il governo cinese è probabile che continui a mantenere il suo attuale approccio ambiguo, inviando armi e condividendo informazioni di intelligence con l’Iran senza compromettere i propri rapporti con i paesi arabi del Golfo Persico.
È anche previsto che durante l’incontro vengano firmati accordi commerciali, vista la presenza nella delegazione statunitense di importanti imprenditori come Elon Musk e Tim Cook. Trump punta a ottenere promesse di acquisto da parte del governo cinese per prodotti statunitensi in vari settori, tra cui energia, agricoltura e trasporti, come aerei, etanolo, soia, carne bovina e sorgo. Non sono esclusi anche accordi nel campo dell’intelligenza artificiale.
Funzionari statunitensi hanno anche menzionato la possibilità di creare un “Consiglio del commercio”, un organismo permanente per supervisionare importazioni ed esportazioni tra i due paesi, con accordi politici su quote e categorie di prodotti. Una tra le richieste degli Stati Uniti potrebbe includere l’assicurazione dell’acquisto di “metalli rari”, fondamentali per le produzioni tecnologiche statunitensi.
In cambio, la Cina cercherà una relazione più stabile con gli Stati Uniti, riducendo l’impatto delle iniziative imprevedibili di Trump, che sono state una costante fonte di incertezza. Pechino desidera anche una riduzione dei dazi statunitensi, già diminuiti rispetto a un anno fa, ma ancora esistenti.
In aggiunta, la Cina richiederà l’allentamento del divieto statunitense su vendite di alta tecnologia alle aziende e al governo cinese.
Da parte sua, Xi ha un obiettivo politico concreto: vedere una diminuzione dell’impegno statunitense nei confronti di Taiwan, chiama a una riduzione del sostegno politico e militare da parte degli Stati Uniti. Funzionari statunitensi hanno dichiarato che non sono previsti cambiamenti di politica su Taiwan,ostante Trump abbia mostrato una certa disponibilità a discutere la questione, sollevando dubbi sull’efficacia di una significativa vendita di armi già pianificata per l’isola.
Infine, Trump difficilmente solleverà la questione della liberazione di Jimmy Lai, attivista di 78 anni condannato a vent’anni di carcere dopo un processo simbolico sull’erosione delle libertà civili a Hong Kong. Trump ha etichettato la questione come “non una priorità”, affermando che Lai “ha creato un bel po’ di scompiglio”.