Indagini sul doppio omicidio a Pietracatella: convocato nuovamente il parroco Fracassi

08.07.2026 19:45
Indagini sul doppio omicidio a Pietracatella: convocato nuovamente il parroco Fracassi

Indagini sul doppio omicidio a Pietracatella, significativi progressi in corso

Campobasso, 8 luglio 2026 – Le indagini sul doppio omicidio di Pietracatella stanno accelerando, con fonti qualificate che parlano di “significativi passi avanti e progressi importanti”, sebbene sia necessario ulteriore tempo per chiudere il cerchio, riporta Attuale. Al momento non ci sono indagati ufficiali nel caso della morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, le cui morti sono state confermate come omicidi avvelenati con la ricina in occasione delle festività natalizie. Tuttavia, il numero dei sospettati si è ristretto a tre individui, due donne e un uomo, attinenti alle vittime.

Il coinvolgimento del parroco

Numerosi testimoni sono stati interrogati poiché “informati sui fatti”. Di particolare interesse è la recente convocazione del parroco di Pietracatella, don Stefano Fracassi, il quale ha rilasciato una seconda testimonianza dopo un primo colloquio con gli investigatori. La sua posizione potrebbe rivelarsi cruciale: egli potrebbe aver ricevuto una confidenza significativa da Antonella proprio il 25 dicembre scorso, quando Sara ha manifestato i primi sintomi di malessere. Non è chiaro fino a che punto il prelato possa condividere informazioni senza infrangere il segreto confessionale, ma la sua testimonianza è considerata potenzialmente decisiva.

Fracassi ha scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali alla stampa e durante il funerale delle vittime ha esortato i fedeli a evitare di interagire con i giornalisti. Tuttavia, il clima nel paese è già di grande riservatezza; pochi osano esprimere opinioni sul tragico evento, indipendentemente dagli appelli del sacerdote.

Analisi della ricina al Robert Koch Institute

Nel frattempo, ieri mattina, al Robert Koch Institute di Berlino, sono iniziati nuovi accertamenti di laboratorio. Questi processi sono rigorosamente riservati, e tutto il lavoro sarà registrato per essere eventualmente fornito alla procura di Larino e alle parti coinvolte. Gli esperti tedeschi, incaricati di collaborare nelle indagini sul caso molisano, stanno analizzando i campioni biologici delle vittime, prelevati durante le autopsie, e dei familiari, Gianni Di Vita e Alice, raccolti la scorsa settimana a Campobasso. Le indagini si concentrano anche su eventuali tracce di ricina trovate negli alimenti sequestrati a casa Di Vita durante il periodo natalizio e nei primi giorni di gennaio.

Questi alimenti, dopo un’operazione coordinata dalla Squadra Mobile, sono stati trasferiti in Germania per ulteriori analisi. Un sopralluogo nella casa di Pietracatella è programmato per agosto, per continuare la ricerca di tracce del veleno responsabile della morte di Sara e Antonella.

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