Attacco a Gaza: 5 operatori umanitari uccisi da Hamas
La Fondazione umanitaria di Gaza, ricevuta sotto il supporto degli Stati Uniti, ha comunicato che cinque dei suoi membri sono stati uccisi durante un assalto da parte di Hamas. Secondo quanto riportato, l’incidente si è verificato mentre un autobus, dedicato al trasporto di aiuti, era in viaggio; l’attacco ha portato alla morte di cinque persone e ha lasciato diverse altre ferite, riporta Attuale. Il gruppo ha dichiarato in un comunicato che l’evento è avvenuto ieri «intorno alle 22 ora di Gaza», quando un bus, colmo di membri del team della Fondazione, è stato preso di mira da Hamas. «Stiamo ancora raccogliendo i fatti, ma ciò che sappiamo è devastante: ci sono almeno cinque morti, diversi feriti e il timore che alcuni membri del nostro team possano essere stati presi in ostaggio», ha aggiunto. Tutti e cinque gli individui deceduti erano operatori umanitari palestinesi impiegati dalla GHF, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’assistenza alla comunità locale.
Il comunicato prosegue: «Erano padri, fratelli, figli e amici, che rischiavano la vita ogni giorno per assistere gli altri». La situazione nella Striscia di Gaza, già complicata, peggiora ulteriormente con la difficoltà di distribuire cibo e beni di prima necessità. Questa crisi alimentare profonda è aggravata dal pericolo costante associato a tali operazioni; decine di palestinesi sono stati uccisi nel tentativo di raggiungere i punti di distribuzione. Addirittura, le forze israeliane hanno aperto il fuoco, causando la morte di 31 persone in attesa di ricevere assistenza umanitaria solo ieri.
La GHF ha ripreso le sue attività il 26 maggio, dopo oltre due mesi di blocchi nel flusso di rifornimenti verso Gaza. Nella sua prima settimana, la Fondazione ha dichiarato di aver distribuito più di sette milioni di pasti, sebbene le sue operazioni abbiano già subito pesanti critiche prima di questo tragico incidente. Le Nazioni Unite e le principali organizzazioni umanitarie hanno rifiutato di collaborare con la fondazione, esprimendo forti preoccupazioni riguardo il suo modo di operare e la sua neutralità nell’ambito delle operazioni di aiuto internazionale.