Italia e Francia si riavvicinano: summit strategico ad Antibes il 25 giugno

13.06.2026 03:25
Italia e Francia si riavvicinano: summit strategico ad Antibes il 25 giugno

Roma, 13 giugno 2026 – Tra dossier industriali strategici e la contesa sui nuovi equilibri di potere nell’Unione, l’asse Roma-Parigi tenta la via del disgelo. Il 25 giugno ad Antibes, Emmanuel Macron riceverà Giorgia Meloni per il primo vertice post-Trattato del Quirinale: un maxi-summit in Costa Azzurra con 9 ministri per parte, riporta Attuale.

Questo incontro mira a superare il braccio di ferro sotterraneo che ha ostacolato le istituzioni comunitarie. Per la premier Meloni, il faccia a faccia con l’inquilino dell’Eliseo rappresenta la conclusione di due settimane intense di diplomazia – tra G7, Nato e Consiglio europeo – cruciali per ridefinire la posizione dell’Italia di fronte alle pressioni franco-tedesche e alle incognite della linea Trump.

I temi sul tavolo

L’attività diplomatica si svolgerà in grande stile: l’agenda prevede un forum economico a Le Cannet e una visita alla sede di Thales Alenia Space a Cannes. I colloqui si concentreranno sulla cooperazione in ambiti essenziali come difesa, spazio, energia e infrastrutture, in attuazione dell’accordo firmato nel 2021 da Mario Draghi, che include anche lo scambio periodico di un membro del governo nei rispettivi Consigli dei ministri. Questo incontro, inizialmente programmato ad aprile, era stato rinviato a causa delle tensioni relative al caso di Quentin Deranque, l’attivista ucciso a Lione, il quale ha innescato un serio confronto tra i due leader. Nonostante la presenza di divergenze tra le due nazioni su vari temi, su questioni cruciali come il Libano, dove si pianifica il post-Unifil a fine anno, l’accordo rimane strategico e le relazioni “ottime”, affermano fonti di Roma. Le divergenze permanono, poiché ciascun Paese cerca di salvaguardare i propri interessi nazionali. L’incontro di Antibes, tuttavia, rimane un’incognita, preceduto da una complessa sequenza diplomatica da parte della premier.

Dal G7 al Consiglio Europeo

Il percorso diplomatico partirà lunedì 15 giugno con il G7 a Évian-les-Bains, seguito il 16 e 17 dalla ministeriale Difesa Nato a Bruxelles (propedeutica al vertice di Ankara del 7-8 luglio) per culminare nel Consiglio europeo del 18-19 giugno. Le principali questioni da affrontare includono il rapporto con Donald Trump e le dinamiche di potere a Bruxelles, caratterizzate dal progetto, per dirla con Meloni, “di rappresentare la prima fila” isolando l’Italia.

Questa strategia è guidata da Parigi nel formato E3: un blocco già fallito a causa del veto russo, la cui sostanza non cambierebbe anche espandendosi a Roma e Varsavia in un ipotetico E5. Per affrontare questa egemonia prima dell’incontro in Costa Azzurra, Roma propone l’istituzione di un mediatore europeo per l’Ucraina, una mozione sostenuta anche da Sergio Mattarella. L’intenzione di Palazzo Chigi è che questo portavoce possa garantire all’UE una posizione unitaria verso Washington e Mosca, evitando al contempo iniziative unilaterali come quelle del direttorio a guida francese. Resta così sullo sfondo l’incognita Trump, atteso a Évian ma con il timore di una partenza anticipata. “L’Europa non è mai stata d’aiuto, ma potrà esserlo in futuro”, ha affermato il tycoon. Macron cercherà di trattenerlo con una cena di gala a Versailles, ma la diplomazia avrà difficoltà a fermare i tagli militari già annunciati dal Pentagono.

La questione russa

In questo contesto, si profila un disastro logistico, a cui si aggiunge il tentativo degli Stati Uniti di trasferire sul continente europeo le trattative di pace per l’Ucraina, mentre Medvedev insulta l’Europa distruggendo in Tv le foto dei leader europei. In questa situazione, l’Italia cerca un disgelo: il bilaterale Meloni-Trump, non previsto in agenda, sembra probabile, mirando a ricucire comprensioni passate create da necessarie distanze costituzionali. Allo stesso tempo, l’ingresso di Kiev nell’UE si scontra con il no di Francia e Italia, decise a proteggere i fondi della Pac. Esclusa la possibilità di accesso immediato, si punta sulla proposta tedesca di un’Ucraina associata, senza diritto di voto né fondi strutturali. Meloni si affida al fallimento della linea dura londinese per rilanciare la mediazione italiana: le decisioni attese a Bruxelles entro la prossima settimana rappresenteranno il suo biglietto da visita al cospetto di Macron.

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