Italia partecipa al Board of peace per Gaza, Tajani: «Assenza significa negare la Costituzione»

17.02.2026 14:45
Italia partecipa al Board of peace per Gaza, Tajani: «Assenza significa negare la Costituzione»

Il ministro Tajani: “Nessun piano di pace alternativo” per Gaza

Durante le comunicazioni alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che “dire che ci sono piani di pace alternativi vuol dire non avere a che fare con la realtà”, riporta Attuale.

La questione del Board of peace e dell’adesione dell’Italia “come osservatore” ha sollevato un acceso dibattito politico, con un’opposizione per il momento unita, persino Azione ha detto sì alla mozione unitaria, mentre il centrodestra si presenta in modo compatto. La discussione è iniziata oggi, 17 febbraio, con le comunicazioni di Tajani alla Camera, che nel pomeriggio relazionerà anche al Senato, ma solo in Commissione e senza voto. Il ministro ha sottolineato che le questioni di politica estera non dovrebbero essere oggetto di conflitti politici, ma di un “confronto franco”: “La crisi di Gaza ci mette alla prova, è una ferita aperta che ha visto l’Italia in prima linea per far tacere le armi”.

Il rapporto tra Onu e Board of peace

Nelle sue comunicazioni, Tajani ha evitato di affrontare i temi più controversi legati al progetto del Board, come la governance affidata “a vita” a Donald Trump, ma si è concentrato sugli aspetti più conformi alle richieste internazionali. Ha evidenziato che le Nazioni Unite, approvando la risoluzione 2803, “hanno fatto proprio il piano del presidente degli Stati Uniti”. Il piano prevede basi condivise, come la “demilitarizzazione di Hamas, il rafforzamento dell’autorità di Ramallah e la ripresa degli aiuti umanitari”. Per questo, il governo italiano ha sempre sostenuto il piano di pace, e Tajani ha affermato: “Se qualcuno dice che a questo piano di pace esistono delle alternative dimostrerebbe di non avere ben chiara la realtà”.

Ricostruzione e due stati

Il ministro ha aggiunto che la ricostruzione presenta problemi strutturali e, in questo contesto, è affidata al Board of peace. “L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute della stabilità del Mediterraneo significherebbe rinnegare il ruolo che il nostro paese ha avuto nel promuovere due stati che convivano in pace”, ha affermato. Inoltre, ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione italiana, dicendo: “Non farlo, non esserci, vorrebbe dire contraddire lo spirito dell’articolo 11 della Costituzione che ci chiede di promuovere ogni sforzo per mantenere la pace”. L’Italia, ha aggiunto, sarà affiancata dall’Unione Europea, che invierà un rappresentante, e dalla presidenza di turno (Cipro). “Come potrebbe l’Italia non essere presente?”.

L’impegno dell’Italia

Tajani ha dichiarato: “Siamo stati il primo paese che ha organizzato evacuazioni, siamo gli occidentali che hanno fatto di più tra ricongiungimenti, studenti universitari”. Ha anche ribadito l’importanza del dialogo con la Palestina, rispondendo alle obiezioni riguardo all’assenza di un rappresentante dell’Anp nel Board: “Ramallah può contare sul sostegno italiano alle riforme. La violenza deve cessare, vale anche per i coloni in Cisgiordania. Chiediamo a Israele di porre un freno alle aggressioni dei coloni e condanniamo ogni annessione della Cisgiordania”.

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