John Bolton si dichiara colpevole di violazione delle norme sui dati riservati
John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale durante il primo mandato di Donald Trump e successivamente suo critico, ha ammesso di aver violato le normative sulla gestione delle informazioni riservate. Questa ammissione è parte di un accordo con l’accusa, che prevede la richiesta di una pena massima di cinque anni di carcere e una multa di 2,25 milioni di dollari (circa 2 milioni di euro). La valutazione dell’accordo è prevista per il 28 ottobre, quando un giudice pronuncerà la sentenza. Bolton è imputato per 18 reati riguardanti il possesso e la divulgazione di informazioni riservate e, se l’accordo venisse respinto dal giudice, potrebbe affrontare decenni di carcere. La dichiarazione di colpevolezza riguarda un singolo capo d’imputazione, riporta Attuale.
Bolton si unisce a un gruppo di oppositori politici di rilievo che hanno subito procedimenti giudiziari da parte del Dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione Trump. Tuttavia, tali procedimenti hanno spesso condotto a esiti sfavorevoli per l’accusa e molte accuse sono state archiviate per insufficienza di prove. L’indagine su Bolton è iniziata durante il primo mandato di Trump e si è prolungata sotto l’amministrazione Biden.
All’età di 77 anni, Bolton ha ricoperto un ruolo di primo piano nel governo come consigliere per la sicurezza nazionale dall’aprile 2018 al settembre 2019. Si dimise in un momento di grandi tensioni con Trump, diventando uno dei suoi critici più noti all’interno del Partito Repubblicano. In un libro pubblicato nel 2020, Bolton ha rivelato numerosi dettagli sorprendenti su eventi a cui ha assistito durante il suo operato con Trump, causando l’ira del presidente, che tentò invano di bloccarne la pubblicazione.