Apple annuncia un aumento dei prezzi, ma non è l’unica azienda tecnologica a farlo

26.06.2026 18:35
Apple annuncia un aumento dei prezzi, ma non è l'unica azienda tecnologica a farlo

Aumenti dei Prezzi dei Dispositivi Apple: La Configurazione di Mercato Sempre Più Complessa

Giovedì Apple ha annunciato un aumento dei prezzi tra il 15 e il 25 per cento su tutti i suoi computer MacBook e i suoi tablet iPad. I prezzi degli iPhone non sono stati modificati, ma è probabile che aumenteranno notevolmente con l’uscita dei nuovi modelli a settembre, riporta Attuale.

Attualmente, un iPhone 17 Pro, l’ultimo modello, costa negli Stati Uniti 1.099 dollari (tasse escluse); si stima che il prossimo, il 18 Pro, arriverà a costare 1.299 dollari. Questo incremento non è dovuto ad innovazioni tecnologiche, ma all’eccezionale aumento dei prezzi di due componenti fondamentali: le memorie DRAM e NAND, che sono cruciali per il funzionamento di smartphone, computer, tablet e console.

Negli ultimi dodici mesi, il costo di queste memorie è mediamente quadruplicato. Secondo calcoli fatti dal Wall Street Journal, il costo della DRAM nell’iPhone 17 Pro è attualmente di 39 dollari, ma nel prossimo modello salirà a 145 dollari. La NAND, invece, costa 13 dollari nel 17 Pro e arriverà a 51 dollari nel 18 Pro. Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, ha dichiarato che questi aumenti sono «inevitabili» poiché il costo delle memorie è diventato «insostenibile».

Apple è solo l’ultima, sebbene la più grande, azienda tecnologica ad annunciare aumenti dei prezzi. Anche Nintendo ha previsto che la sua console Switch 2 passerà da 469,99 euro a 499,99 euro, mentre le console PS5 di Sony hanno subito un aumento di 100-150 euro ad aprile. Inoltre, il nuovo modello di computer Surface di Microsoft costerà 600 dollari in più rispetto al suo predecessore. Questa tendenza si estende a gran parte dei prodotti elettronici che utilizzano memorie DRAM o NAND.

La causa principale di questi aumenti è la crescente domanda delle compagnie di intelligenza artificiale, che acquistano enormi quantità di memorie RAM e NAND per costruire data center e gestire modelli di AI. Aziende come OpenAI e Google, insieme a Meta, Amazon e Microsoft, hanno investito centinaia di miliardi di dollari, garantendosi accesso prioritario alle memorie sul mercato, riducendo così la disponibilità per il settore dell’elettronica di consumo.

Con la domanda che supera l’offerta, i prezzi hanno visto un incremento straordinario. Ad esempio, un tipo di memoria data center prodotto da Micron è passato da 350 dollari a 1.300 dollari in un anno. Si prevede che questa situazione di scarsità continui nel futuro, poiché le aziende di AI continuano a spendere ingenti somme per le memorie, contribuendo ulteriormente a far lievitare i prezzi. Secondo Micron, la situazione di «scarsità» persisterà almeno fino al 2027.

Per risolvere questa crisi, si dovrebbe aumentare la produzione di memorie, ma ciò comporta sfide significative. I principali produttori di memorie DRAM e NAND sono Micron, SK Hynix e Samsung. Negli ultimi due anni, l’aumento della domanda e dei prezzi ha portato a risultati financiers eccezionali, con Micron e SK Hynix valutati oltre mille miliardi di dollari in borsa. Tuttavia, l’industria delle memorie è altamente volatile, caratterizzata da cicli di scarsità eccessiva e sovrapproduzione.

Le aziende sono riluttanti a incrementare la produzione, temendo un possibile crollo del mercato simile a quello del 2023, quando SK Hynix e Micron hanno riportato perdite significative e dovuto licenziare personale. Questo scenario ha portato a definire la crisi delle memorie come «quasi impossibile da risolvere» senza un cambiamento sostanziale nella domanda o nell’offerta.

Una soluzione potrebbe arrivare dalla Cina, dove aziende come CXMT e Yangtze Memory Technologies stanno investendo per aumentare la produzione di memorie entro la fine del 2027. Tuttavia, gli Stati Uniti e l’Europa limitano gli scambi tecnologici con la Cina, rischiando di escludere l’Occidente dai benefici di eventuali aumenti della produzione.

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