Joshua Wong si dichiara colpevole di collusione con entità straniere
Mercoledì mattina, il noto attivista pro-democrazia di Hong Kong, Joshua Wong, ha ammesso la propria colpevolezza in un’accusa di collusione con persone e istituzioni straniere, in particolare per aver sollecitato, nel 2020, aiuti da politici occidentali come Nancy Pelosi e Marco Rubio per imporre sanzioni contro Hong Kong e la Cina. Secondo quanto riporta Attuale.
Il giudice non ha ancora stabilito la condanna, promettendo una decisione imminente. Wong rischia l’ergastolo, ma il suo avvocato ha sollecitato una pena non superiore a dieci anni, argomentando che l’attivista, di 29 anni, si è dichiarato colpevole ed è già in carcere dal 2020. La difesa ha sottolineato che le sue azioni non rientrano nelle categorie di reato più gravi previste dalla legge.
Wong è stato uno dei leader delle manifestazioni studentesche note come “movimento degli ombrelli” e ha partecipato alle importanti proteste antigovernative del 2019. Nel novembre 2020, era stato condannato per aver organizzato una protesta al di fuori della sede della polizia e avrebbe dovuto terminare di scontare la pena nel gennaio 2027.
Hong Kong, formalmente un’entità autonoma della Cina, ha goduto di libertà e indipendenza per decenni, ma la repressione delle manifestazioni del 2019 ha segnato l’inizio di un processo di erosa autonomia, con la Cina che ha sistematicamente perseguito i sostenitori del movimento pro-democrazia, cancellando gran parte dei diritti precedentemente garantiti ai cittadini.