Mosca promette nuovi aiuti a Teheran mentre la pressione economica americana si intensifica

02.09.2026 11:20
Mosca promette nuovi aiuti a Teheran mentre la pressione economica americana si intensifica
Mosca promette nuovi aiuti a Teheran mentre la pressione economica americana si intensifica

Pochi giorni prima del vertice di Bishkek, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha annunciato una nuova campagna di pressione economica contro l’Iran, denominata «Operazione Emarginato economico». Secondo Bessent, l’iniziativa porterà a un «isolamento economico senza precedenti» di Teheran e ha preceduto di pochi giorni la promessa russa di proseguire il sostegno all’Iran.

Martedì, il vertice sulla sicurezza regionale a Bishkek

Martedì, durante la riunione sulla sicurezza regionale nella capitale del Kirghizistan, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato Vladimir Putin per il sostegno ricevuto in tempo di guerra e ha chiesto a Mosca e Teheran di unire gli sforzi contro le sanzioni statunitensi.

Rivolgendosi a Putin, Pezeshkian ha contestato il diritto degli Stati Uniti di imporre sanzioni unilateralmente e di ricorrere alla forza dopo avere violato il diritto internazionale. «Non hanno il diritto di imporre sanzioni quando ne hanno voglia, violare il diritto internazionale e poi compiere atti di aggressione», ha detto il presidente iraniano.

Il suo intervento ha presentato la cooperazione con la Russia come una risposta comune alla pressione di Washington. Pezeshkian ha dichiarato che i due Paesi stanno affrontando insieme gli Stati Uniti, rafforzando il messaggio politico di un’alleanza sempre più stretta tra Mosca e Teheran.

La risposta di Putin e la promessa di assistenza

Putin ha risposto assicurando che la Russia sta cercando di aiutare Teheran nel conflitto con gli Stati Uniti. «In questo periodo difficile cerchiamo di fornirvi l’aiuto necessario, come abbiamo già discusso, e vi forniamo beni di prima necessità», ha dichiarato il presidente russo.

La promessa di continuare il sostegno è arrivata a breve distanza dall’annuncio della nuova campagna economica americana. Mosca ha quindi indicato la volontà di mantenere l’assistenza all’Iran mentre Washington prepara un ulteriore inasprimento della pressione finanziaria e commerciale contro Teheran.

La dichiarazione di Putin ha inoltre confermato che la cooperazione tra Russia e Iran non riguarda soltanto il piano politico. Il presidente russo ha parlato esplicitamente di aiuti e di forniture di beni essenziali, collegandoli alla fase di guerra attraversata dall’Iran.

La riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai

L’incontro di Bishkek si è svolto nell’ambito della riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, l’organismo regionale che ha riunito dieci leader per una conferenza di due giorni. Tra i partecipanti c’erano Putin, il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro indiano Narendra Modi.

La presenza dei principali leader dell’organizzazione ha dato alla posizione russo-iraniana una cornice diplomatica più ampia. Il vertice ha messo in evidenza il progressivo avvicinamento militare e politico tra Mosca e Teheran, mentre i due governi hanno presentato la loro collaborazione come un fronte comune contro le iniziative statunitensi.

Nel documento congiunto adottato al termine della riunione, i leader della Shanghai Cooperation Organisation hanno condannato gli «attacchi militari contro il territorio della Repubblica islamica dell’Iran», affermando che hanno provocato numerose vittime civili e gravi danni all’economia del Paese.

La posizione sulle misure coercitive unilaterali

La dichiarazione non ha contenuto una critica diretta alle sanzioni statunitensi contro l’Iran. Allo stesso modo, i leader non hanno rivolto una contestazione esplicita alle più ampie sanzioni occidentali imposte alla Russia in relazione alla guerra contro l’Ucraina.

Il testo ha però espresso opposizione a tutte le «misure coercitive unilaterali» che possono avere un «impatto negativo sull’economia mondiale». La formulazione ha consentito ai partecipanti di contestare il ricorso a sanzioni e altre pressioni economiche senza trasformare il documento in una condanna specifica delle misure adottate dagli Stati Uniti contro Teheran o di quelle occidentali contro Mosca.

La sequenza degli interventi e del comunicato ha così affiancato il sostegno bilaterale promesso da Putin alla posizione collettiva dell’organizzazione: Pezeshkian ha chiesto un coordinamento più stretto contro le sanzioni, il presidente russo ha garantito aiuti e forniture, mentre il documento finale ha condannato gli attacchi contro l’Iran e respinto il ricorso generale a misure coercitive unilaterali.

Al termine del vertice, il quadro confermato è quello di un rapporto militare e politico sempre più stretto tra Russia e Iran, sostenuto dalla promessa russa di assistenza e accompagnato dalla condanna degli attacchi contro Teheran da parte dei leader della Shanghai Cooperation Organisation.

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