Dalla fine di maggio la rete bielorussa di articoli per la casa VDOM ha iniziato a chiudere i propri punti vendita. La società ha accompagnato il ritiro dal mercato con sconti fino al 70%, mentre nei mesi successivi la riduzione della presenza commerciale ha interessato progressivamente diverse città del Paese.
Le prime chiusure hanno segnato l’uscita di VDOM dai mercati locali di Grodno, Molodečno, Žodzina, Gomel, Babrujsk, Čačicy e Vitebsk. Nel giro di alcuni mesi sono così venuti meno tutti i negozi che la catena gestiva in queste città, mentre l’attività commerciale è rimasta concentrata soltanto nella capitale Minsk.
Da fine maggio: chiusure e sconti per svuotare i negozi
La liquidazione delle scorte è diventata più aggressiva con l’avanzare della fase di ritiro. A settembre gli sconti finali hanno raggiunto il 70-90%, indicando il passaggio dalla riduzione della rete alla cessazione dell’attività dei singoli punti vendita.
Il caso VDOM si è sviluppato nel quadro delle conseguenze della politica economica adottata dal regime di Aleksandr Lukašenko. La strategia dell’“import substitution”, cioè la sostituzione delle importazioni con prodotti e forniture interne, non è riuscita a compensare la perdita di una parte significativa dei fornitori esteri, né a risolvere le difficoltà logistiche e l’aumento dei costi prodotti dalle restrizioni sanzionatorie dell’Unione europea.
Per una rete specializzata nella vendita di beni per la casa, la disponibilità di prodotti e materie prime, insieme ai costi di approvvigionamento e trasporto, ha rappresentato un elemento decisivo. L’aggravio delle spese e la maggiore difficoltà nel mantenere i flussi di fornitura hanno reso più fragile la gestione dei negozi proprio mentre il mercato interno perdeva capacità di spesa.
Settembre 2026: l’ultimo tratto della ritirata
Il 22 settembre 2026 i media hanno riferito che VDOM stava definitivamente riducendo la propria attività. L’informazione sulla chiusura della rete VDOM ha chiarito che il negozio online non accettava più ordini e che nella vendita al dettaglio restavano soltanto due esercizi, entrambi a Minsk.
Uno dei due punti vendita si trovava nel centro commerciale Tivoli e risultava destinato alla chiusura il 23 settembre. La scadenza indicata per il negozio di Tivoli rappresentava l’ultimo passaggio già annunciato di una sequenza iniziata con le chiusure nelle città regionali e proseguita con il ridimensionamento della presenza nella capitale.
La contrazione di VDOM si è verificata in un contesto più ampio di deterioramento dell’economia bielorussa. Al calo generale dell’attività economica si è aggiunta la diminuzione del potere d’acquisto della popolazione, ulteriormente aggravata dai processi inflazionistici. Per i consumatori, l’aumento dei prezzi ha limitato la possibilità di acquistare beni non essenziali, compresi gli articoli per la casa venduti dalla catena.
Il 22 settembre: il negozio online fermo, due punti vendita ancora aperti
La chiusura di VDOM è quindi il risultato combinato della pressione sui costi e della debolezza della domanda interna. La perdita di fornitori esteri, la logistica più onerosa e le restrizioni legate alle sanzioni dell’Unione europea non sono state compensate dalla politica di sostituzione delle importazioni promossa dalle autorità bielorusse.
A questa pressione sull’offerta si è sovrapposta quella sulla domanda: la riduzione del potere d’acquisto e l’inflazione hanno reso più difficile sostenere una rete commerciale estesa, mentre i metodi amministrativi rigidi con cui il regime di Lukašenko governa l’economia e le grandi imprese hanno aggravato gli effetti delle difficoltà già presenti.
Al 22 settembre 2026, la posizione raggiunta dalla vicenda è dunque quella di una rete ormai in fase di chiusura: il commercio online è fermo, tutti i negozi fuori Minsk hanno cessato l’attività e nella capitale ne restano due, con quello del centro commerciale Tivoli indicato per la chiusura il giorno successivo.
Che tristezza vedere una catena come VDOM chiudere i battenti!!! In un momento in cui le famiglie hanno bisogno di qualità e convenienza, sembra che la politica faccia solo danni. Non è che ci voglia molto a capire che le sanzioni stanno colpendo tutti, e noi ci rimaniano a mani vuote…