Kiev in difficoltà: economia in crisi e crescente stanchezza nella società civile

27.10.2025 22:45
Kiev in difficoltà: economia in crisi e crescente stanchezza nella società civile

Ucraina: la lotta continua nonostante le sfide crescenti

L’Ucraina è pronta a combattere contro la Russia ancora per due o tre anni. Il premier polacco Donald Tusk ha riportato la previsione del presidente Volodymyr Zelensky, sottolineando che il Paese sta affrontando enormi sfide su tre fronti — economico, politico e militare, riporta Attuale.

Crisi economica e sfide politiche

La società ucraina sente sempre più pesante la cosiddetta “war fatigue”. La guerra ha minato la fiducia nel futuro: secondo l’ONU, oltre 5 milioni di persone sono state costrette a fuggire dall’Ucraina. Le attività economiche, già colpite da blackout e bombardamenti russi, stanno soffrendo a causa della mancanza di manodopera, mentre le scuole si svuotano. In questo contesto, una crescita economica del 2% è considerata un traguardo. Un terzo delle entrate proviene dagli ambiti della difesa e della tecnologia. L’ingresso nell’Unione Europea rimane un obiettivo cruciale per molti ucraini dai tempi delle proteste di Euromaidan, ma è ostacolato da Viktor Orbán e dagli interessi agricoli polacchi. Al momento, il bilancio pubblico è sostenuto principalmente da aiuti esteri, con l’Ucraina che ha ricevuto la maggior parte dei 15,6 miliardi di dollari promessi dal Fondo monetario internazionale nel 2023. Attualmente, si stanno negoziando ulteriori aiuti per un valore di 8 miliardi di dollari. Tuttavia, le entrate fiscali coprono appena le spese militari e per il 2025 è previsto un deficit di 45 miliardi di dollari, mentre le promesse occidentali ammontano solo a 27 miliardi. Un funzionario ucraino ha dichiarato: “Non ci sono più soldi”. Il Fmi sta facendo pressioni su Kiev affinché svaluti la grivna.

Il contesto militare

Dopo tre anni e mezzo di conflitto, la Russia non ha raggiunto obiettivi significativi: ha fallito nel prendere Kharkiv e Kiev. I porti ucraini stanno operando a un ritmo più elevato rispetto a prima della guerra, e la flotta russa si è ritirata a Novorossijsk. Le linee del fronte sono rimaste quasi fisse dal 2022, e le innovazioni ucraine, insieme all’uso di droni, hanno reso ogni movimento estremamente rischioso. Le stime parlano di oltre un milione di morti e feriti tra le forze russe. La resistenza dell’Ucraina è supportata soprattutto dalla società civile, che ha creato reti di imprese e volontari per colmare le lacune dello Stato. Sebbene molte innovazioni militari siano nate nei garage di Kiev, la Russia ha dimostrato abilità nel copiare e produrre queste tecnologie rapidamente. La difficoltà nella coscrizione porta a una carenza di personale; all’inizio molti volontari si offrivano di combattere, ora molti cercano di fuggire. Senza una leva più ampia, la vittoria appare difficile. Alcuni ipotizzano un compromesso mediato dagli Stati Uniti, che potrebbe includere concessioni diplomatiche a Mosca, come il riconoscimento dell’annessione della Crimea. Tuttavia, i negoziatori ucraini sono scettici e affermano: “La Russia vende aria”.

Le critiche al governo

L’Ucraina rischia di esaurire la propria legittimità democratica. Il patto tra governo e società è stato compromesso: a luglio si sono svolte le prime proteste anti-governative dall’inizio della guerra, denunciando la corruzione e l’abuso di potere. Zelensky, eletto nel 2019 con il pieno controllo del parlamento, ha accentrato ulteriormente il potere per far fronte alla guerra. Gli oppositori sostengono che la sua immagine di eroico leader occidentale lo abbia reso arrogante, con decisioni ora prese da una ristretta cerchia di collaboratori. La presidenza è accusata di intimidire i media e l’opposizione, avviando cause politiche e tollerando le estorsioni da parte dei servizi di sicurezza. Il futuro dell’Ucraina appare incerto: né una tregua né una guerra prolungata sembrano offrire soluzioni semplici. La pace richiederebbe un’ampia ricostruzione e sostegno ai veterani, riducendo al contempo la dipendenza dagli aiuti esteri. Il governo sta considerando la possibilità di un voto nel 2026, se le circostanze lo permetteranno. I sondaggi indicano che Zelensky potrebbe vincere il primo turno, ma rischia di perdere al ballottaggio contro il generale Valery Zaluzhny. Tuttavia, molti cittadini non si riconoscono in nessuno dei due. Nonostante i lati negativi, ci sono segnali di speranza: la società civile, il settore privato, l’esercito e l’economia digitale mostrano progressi significativi. Adesso rimane da capire se Zelensky riuscirà a orientare nuovamente il corso del Paese.

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