Kim Jong Un riconosce l’impiego di truppe nordcoreane nella guerra contro l’Ucraina

02.01.2026 14:00
Kim Jong Un riconosce l’impiego di truppe nordcoreane nella guerra contro l’Ucraina
Kim Jong Un riconosce l’impiego di truppe nordcoreane nella guerra contro l’Ucraina

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha riconosciuto di fatto la partecipazione dei militari della Corea del Nord alla guerra contro l’Ucraina, lodando le truppe impegnate a combattere “su terra straniera” al fianco della Russia. Nel messaggio di Capodanno pronunciato a Pyongyang, Kim ha elogiato i soldati per aver rafforzato quello che ha definito un “invincibile alleanza” con Mosca e li ha invitati a combattere “per il popolo fratello russo”, secondo quanto riportato da un articolo del Guardian sull’alleanza tra Corea del Nord e Russia.

Nel suo discorso, Kim ha dichiarato di sentire ancora più forte la vicinanza ai militari impegnati al fronte mentre il Paese celebrava il nuovo anno, sottolineando che “dietro di voi ci sono Pyongyang e Mosca”. Il leader nordcoreano ha celebrato il Capodanno con un evento allo stadio della capitale, accompagnato dalla moglie Ri Sol Ju e dalla figlia Ju Ae, indicata da molti osservatori come possibile erede politica.

Un’alleanza militare ormai esplicita

Le parole di Kim segnano un passaggio rilevante, trasformando in ammissione pubblica una cooperazione militare che finora era stata descritta in modo ambiguo. Pyongyang ha fornito armi a Mosca e inviato propri militari per sostenere l’offensiva russa contro l’Ucraina. Secondo le valutazioni dell’intelligence sudcoreana, almeno duemila soldati nordcoreani sarebbero rimasti uccisi e migliaia feriti nei combattimenti.

Questa presenza militare diretta sposta la collaborazione tra i due regimi da una dimensione tattica a un’alleanza strutturata, inserendo la Corea del Nord nel confronto geopolitico globale legato alla guerra in Europa e rafforzando il fronte antioccidentale.

Scambi strategici e violazioni delle regole internazionali

In cambio del sostegno militare, la Corea del Nord riceve dalla Russia assistenza finanziaria, tecnologia militare, forniture alimentari ed energetiche. Mosca ha fornito supporto tecnologico per la produzione di missili e per lo sviluppo di un sottomarino a propulsione nucleare, consolidando una cooperazione che contrasta apertamente con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul trasferimento di tecnologie sensibili.

L’intesa è stata formalizzata nell’estate del 2024 con la firma del Trattato di partenariato strategico globale tra Vladimir Putin e Kim Jong Un, che ha sancito un livello di integrazione militare e tecnologica di lungo periodo, ben oltre le forniture occasionali di armamenti.

Impatti regionali e messaggio politico interno

Il rafforzamento del legame tra Mosca e Pyongyang aumenta i rischi per la stabilità della penisola coreana e dell’intera regione Asia-Pacifico. Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone e Australia devono ora confrontarsi con una Corea del Nord che beneficia di risorse e tecnologie avanzate, alimentando una nuova corsa agli armamenti e riducendo gli spazi per la diplomazia.

Sul piano interno, la dichiarazione di Kim ha anche un valore simbolico: mostrare che il regime non è isolato, ma sostenuto da un potente alleato. La retorica dell’“alleanza invincibile” rafforza il controllo politico interno e contribuisce a costruire l’immagine di un asse strategico capace di resistere alla pressione dell’Occidente.

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