La conquista delle quattro regioni ucraine da parte di Putin potrebbe richiedere altri cinque anni secondo l’Economist

20.10.2025 08:15
La conquista delle quattro regioni ucraine da parte di Putin potrebbe richiedere altri cinque anni secondo l'Economist

Il conflitto in Ucraina continua a destare preoccupazioni tra i funzionari americani, con l’ipotesi di un possibile trasferimento del Donetsk sotto il controllo russo che viene definita da alcuni come un «progresso». Tuttavia, un diplomatico europeo ha ribadito che una tale cessione sarebbe «come tagliarsi un arto in cambio di niente», riporta Attuale.

La situazione sul campo di battaglia si sta stabilizzando, con la recente offensiva estiva russa che sembra avviarsi verso una conclusione senza risultati significativi. Le città di Pokrovsk, Kramatorsk, Kostjantynivka e Kupiansk rimangono sotto controllo ucraino, nonostante le dichiarazioni ottimistiche da Mosca. La presenza di una popolazione russofona nel Donetsk non equivale necessariamente a un sostegno politico per le mire russe.

Dall’inizio dell’invasione a gennaio, le perdite russe sono stimate tra 640.000 e 877.000 soldati, Dei quali tra 137.000 e 228.000 sono morti, con l’ammontare delle perdite che ha avuto un incremento del 60% a metà ottobre, passando da 984.000 a 1.438.000, inclusi 190.000-480.000 morti, secondo fonti di Kiev. Nonostante queste considerevoli perdite, non si registrano guadagni territoriali significativi per la Russia. Secondo una stima dell’Economist, la conquista delle aree rivendicate da Putin potrebbe richiedere fino a giugno 2030, mantenendo l’attuale ritmo di conflitto.

Il fronte immobile

Rispetto ad aprile, quando Putin aveva rifiutato la proposta di una pausa nei combattimenti e richiesto il pieno controllo della Crimea e delle regioni orientali, la situazione sul campo è cambiata poco. I recenti colloqui tra i leader mondiali non hanno prodotto progressi tangibili. Tuttavia, resta incerta la logica che spinge Kiev a cedere dopo dieci anni di guerra, domandandosi se tali concessioni possano davvero garantire pace e stabilità.

Uomini e tecnologia

La guerra moderna sta mostrando come il controllo e l’uso della tecnologia possano influenzare l’esito dei conflitti. La sorveglianza continua utilizzando droni e armi di precisione ha permesso a entrambe le parti di accumulare forze, ma la sostanza della strategia rimane invariata: chi attacca deve avere superiorità numerica. Gli alti tassi di reclutamento russi non garantiscono però il mantenimento delle posizioni conquistate, e la mancanza di uomini potrebbe diventare un problema anche per la Russia, come già accade per Kiev.

Il boomerang

Il conflitto ha inflitto danni gravissimi all’economia ucraina, ma il paese sta cercando di adattarsi, producendo missili e droni a sostegno della sua difesa. Tuttavia, il potere economico della Russia sembra relegato, con fonti di approvvigionamento non sempre garantite. Nonostante l’Europa non desideri un intervento diretto, Le azioni di Mosca potrebbero spingere la situazione verso un conflitto più ampio che potrebbe ritorcersi contro il Cremlino.

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