La Crimea soffre per mancanza di benzina, elettricità e acqua a causa degli attacchi ucraini

30.07.2026 10:35
La Crimea soffre per mancanza di benzina, elettricità e acqua a causa degli attacchi ucraini

Attacchi ucraini complicano la vita in Crimea: blackout e carenza di servizi

Gli attacchi ucraini con droni stanno rendendo estremamente difficile la vita in Crimea, la penisola sul mar Nero occupata dalla Russia dal 2014. Da giugno, l’esercito ucraino colpisce quotidianamente la rete elettrica e le vie di rifornimento verso la Crimea, in risposta ad attacchi simili sul suo territorio da parte delle forze russe, che hanno frequentemente lasciato la popolazione delle grandi città senza luce e riscaldamento in inverno. Attualmente, il carburante è estremamente difficile da trovare in Crimea e negli ultimi tempi, l’area ha subito blackout generalizzati, che in alcune zone durano anche molte ore. L’assenza di corrente ha seriamente compromesso anche l’approvvigionamento idrico, causandone l’interruzione prolungata nelle abitazioni, riporta Attuale.

Le circa 2,5 milioni di abitanti della Crimea hanno assistito prima alla scomparsa dei turisti, un’importante fonte di reddito, e ora devono fronteggiare l’interruzione dei servizi di base e la scarsità di alcuni beni di consumo, con i negozi riforniti meno frequentemente.

La Russia ufficialmente non riconosce i problemi. I telegiornali russi non ne parlano, o lo fanno molto saltuariamente, mentre le autorità locali si riferiscono a una «situazione temporanea» che si protrae da settimane. La repressione non consente proteste, ma gli abitanti denunciando sempre più spesso i blackout e l’interruzione dei servizi sui canali ufficiali delle amministrazioni locali.

La campagna di attacchi con droni è diventata più intensa dall’inizio di giugno: grazie alla grande disponibilità di droni da parte dell’Ucraina, alla crescita della loro autonomia e precisione, e alla carenza di difese russe efficaci in Crimea, è possibile colpire quasi ogni obiettivo nella penisola. Un funzionario di alto livello russo ha dichiarato che in una sola settimana gli attacchi hanno privato di elettricità più della metà della popolazione della Crimea. Secondo immagini satellitari, l’illuminazione notturna è scesa a meno del 20% del normale.

Un attacco a una sottostazione elettrica può provocare blackout circoscritti che durano anche per 15 giorni. Molti abitanti si stanno attrezzando con pannelli solari e generatori a gasolio, ma l’acquisto del gasolio richiede lunghi viaggi nella Russia meridionale e mantenere i generatori attivi per cinque ore costa circa venti euro.

Le interruzioni prolungate di corrente stanno anche interrompendo le reti di telefonia mobile; in alcune zone della Crimea sono riapparsi i telefoni fissi a pagamento per le comunicazioni urgenti.

Le aree più colpite sono quelle del nord, ma anche nel sud, dove si trovano i principali centri turistici, gli effetti sono ormai evidenti. La stagione estiva e gli eventi sono stati di fatto annullati, e molti negozi rimangono chiusi per mancanza di corrente o di merci.

L’Ucraina colpisce non solo le stazioni della rete elettrica, ma anche i camion in transito sull’autostrada Novorossiya, che collega la città di Rostov – uno dei centri russi più vicini – alla Crimea, passando per le città occupate di Melitopol e Mariupol. Altri attacchi interessano le navi che portano rifornimenti attraverso il mare d’Azov: nell’ultima settimana ne sono state colpite 70. Molti analisti militari si aspettano un’ulteriore offensiva sul ponte di Kerch, inaugurato nel 2018 per collegare la Crimea alla Russia.

Centinaia di migliaia degli attuali abitanti della Crimea si sono trasferiti lì dalla Russia dopo l’occupazione del 2014, vista inizialmente di buon occhio dalla popolazione russa, elevando la popolarità di Vladimir Putin. La Crimea è diventata negli anni il simbolo di una potenza ritrovata per il regime e, durante il 2022, è stata utilizzata militarmente come base per attacchi nel sud dell’Ucraina, portando all’occupazione di altre aree, fino a Kherson.

Molti russi erano stati rassicurati sulla sicurezza della Crimea, dichiarata «pronta per ogni evenienza»: alcuni abitanti, intervistati da media internazionali in forma anonima, hanno riferito di aver scoperto sulla propria pelle che tali rassicurazioni erano infondate. Alcuni residenti hanno già lasciato la Crimea, mentre per gli altri la situazione diventa sempre più difficile da gestire; dal governo centrale è arrivato un pagamento una tantum di 15mila rubli (circa 164 euro) come compensazione per chi ha subito blackout di più di due giorni consecutivi.

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