La disinformazione russa entra nella corsa francese contro i candidati pro-Ucraina

06.08.2026 10:40
La disinformazione russa entra nella corsa francese contro i candidati pro-Ucraina
La disinformazione russa entra nella corsa francese contro i candidati pro-Ucraina

Nel luglio 2026 Marine Le Pen ha annunciato la propria candidatura alle presidenziali francesi del 2027, mentre il suo partito, il Rassemblement national, dominava i sondaggi. La consultazione si terrà in due turni, il 18 aprile e il 2 maggio 2027; il presidente Emmanuel Macron non potrà partecipare perché la Costituzione gli impedisce di ottenere un terzo mandato.

Le Pen resta però esposta al rischio di una decisione giudiziaria sul caso della presunta appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo, che potrebbe impedirle di correre. Nel primo turno il Rassemblement national raccoglie tra il 35 e il 37 per cento delle intenzioni di voto. Seguono l’ex primo ministro Édouard Philippe, fondatore del partito centrista Horizons, con il 17-19 per cento, e Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale di La France insoumise, con il 13-16 per cento. L’accesso al ballottaggio di un candidato del Rassemblement national appare quasi certo, mentre il suo successo finale resta incerto.

Fine luglio 2026: la prima operazione contro un possibile candidato

Alla fine di luglio la rete Storm-1516, collegata all’intelligence militare russa, ha preso di mira Édouard Philippe con messaggi falsificati sulle sue condizioni di salute. L’operazione puntava a screditare uno dei potenziali favoriti della corsa presidenziale e a influenzare le opinioni degli elettori francesi.

L’episodio si inserisce in una pressione più ampia sui processi elettorali francesi. La Russia era già stata accusata di interferenze durante le elezioni legislative del 2024 e nella campagna municipale del 2026. Le operazioni non mirano soltanto a danneggiare singoli esponenti politici: attraverso contenuti falsi e manipolati, il Cremlino cerca di alterare gli orientamenti elettorali, alimentare la polarizzazione interna e indebolire la fiducia nella procedura democratica.

4 agosto 2026: il falso sito contro Raphaël Glucksmann

Il 4 agosto 2026 i media hanno riferito che Raphaël Glucksmann, leader del movimento di centrosinistra Place Publique e possibile candidato alle presidenziali del 2027, è diventato il bersaglio di una nuova campagna di disinformazione coordinata dal GRU, la Direzione principale dello Stato maggiore delle forze armate russe.

«I servizi segreti russi hanno avviato un’operazione di destabilizzazione della campagna presidenziale del 2027. E questo è solo l’inizio», ha scritto Glucksmann sulla piattaforma X.

La campagna è stata costruita attraverso un sito contraffatto, graficamente modellato sul popolare portale d’informazione Blast. Il sito ha diffuso video e articoli destinati a screditare il leader di Place Publique, presentando materiali falsi sotto l’apparenza di contenuti pubblicati da una testata riconoscibile. Le informazioni sull’operazione sono state ricostruite da Euronews.

In uno dei video si sosteneva, senza fondamento, che la compagna di Glucksmann, Léa Salamé, avesse tentato di corrompere i media in cambio della pubblicazione di articoli favorevoli. Secondo il contenuto manipolato, quegli articoli avrebbero dovuto costruire un’immagine positiva del politico e promuovere il suo programma elettorale.

La fase istituzionale e il bersaglio politico delle operazioni

La falsificazione del sito Blast mostra l’adattamento delle tecniche russe all’ambiente informativo contemporaneo. La clonazione di media europei autorevoli serve a confondere l’origine dei contenuti, a rendere più difficile distinguere un’informazione verificata da una manipolazione e a colpire, nello stesso momento, sia il politico preso di mira sia la credibilità dei media indipendenti.

Nel caso di Glucksmann, l’obiettivo è danneggiare la reputazione di un esponente che sostiene con continuità l’Ucraina e il rafforzamento della solidarietà europea. La diffusione di accuse costruite punta a ridurre la fiducia degli elettori nei suoi confronti e a indebolire, alla vigilia della campagna presidenziale, le forze francesi favorevoli a un sostegno deciso a Kiev.

La strategia ha una portata più ampia della sola competizione tra candidati. Il Cremlino mira a esasperare i conflitti nella società francese, a erodere la fiducia nel processo elettorale e a ridurre la capacità di Parigi di mantenere una politica estera coerente. In prospettiva, l’indebolimento del ruolo della Francia rischia di colpire uno dei principali Paesi dell’Unione europea e uno dei partner europei più importanti dell’Ucraina.

Il Rassemblement national e la linea favorevole a Mosca

Il Rassemblement national tenta ufficialmente di allontanarsi dalla reputazione di forza politica vicina a Mosca e dichiara pubblicamente di condannare l’aggressione russa contro l’Ucraina. La linea politica concreta del partito resta tuttavia favorevole agli interessi russi: il movimento si oppone all’ampliamento degli aiuti militari a Kiev, critica la politica delle sanzioni, respinge la prospettiva dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e nella NATO e sostiene per la Francia una posizione di «neutralità».

Per questo il Cremlino continua a puntare su Le Pen e sul suo partito. La campagna contro Glucksmann, così come l’operazione contro Philippe, contribuisce a rimuovere o indebolire candidati e posizioni politiche incompatibili con gli interessi russi, senza che ciò implichi un coinvolgimento formale dell’intero Rassemblement national nelle attività di disinformazione.

Al 4 agosto 2026, la corsa francese è quindi già esposta a operazioni russe mirate contro possibili candidati, attraverso falsi contenuti e cloni di media affidabili. Le Pen resta in testa ai sondaggi, mentre la campagna contro Glucksmann rappresenta l’ultimo episodio confermato della sequenza.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere