La Fenice di Venezia termina la collaborazione con Beatrice Venezi dopo dichiarazioni controverse

26.04.2026 17:55
La Fenice di Venezia termina la collaborazione con Beatrice Venezi dopo dichiarazioni controverse

Venezia, 26 aprile 2026 – Il Teatro La Fenice di Venezia affronta una crisi senza precedenti a seguito delle recenti dichiarazioni della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. In un’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nacìon, Venezi ha affermato: “Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Le sue parole hanno provocato una rottura definitiva. La Fondazione Teatro La Fenice, tramite il sovrintendente Nicola Colabianchi, ha annunciato l’annullamento di tutte le collaborazioni future con la maestra Venezi, riporta Attuale.

La nota del Teatro La Fenice

“La decisione – si legge nella comunicazione – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”.

La Fondazione Teatro La Fenice sottolinea quindi il suo impegno nella promozione di un ambiente professionale basato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica.

Dalla polemica è emerso un fulmine a cielo tutt’altro che sereno. Colabianchi, già ieri, aveva preso le distanze dalle affermazioni di Venezi, ribadendo di non condividerle e evidenziando “l’ottima qualità” dell’orchestra.

Giuli: “Fiducia totale nel sovrintendente”

In seguito al comunicato della Fondazione, è arrivata la nota del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il quale ha dichiarato di “prendere atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia.” Giuli spera che questa scelta possa “sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni di ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”.

La Cgil: “Unica scelta possibile, nomina inadeguata”

Il commento della Cgil non si è fatto attendere. Il segretario generale di Cgil Venezia, Daniele Giordano, ha dichiarato: “La decisione della Fondazione Teatro La Fenice di annullare tutte le future collaborazioni con Beatrice Venezi è positiva ed era, francamente, l’unica scelta possibile”. Giordano ha rimarcato che ci sono voluti mesi per riconoscere ciò che era evidente fin dall’inizio: quella nomina era sbagliata, inadeguata e profondamente contestata da chi il Gran Teatro La Fenice lo vive e lo fa vivere ogni giorno, a partire dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai professori d’orchestra”.

Secondo il sindacalista, “le dichiarazioni pubbliche di Venezi hanno ulteriormente confermato l’incompatibilità di quella scelta con il rispetto dovuto alla professionalità, al valore artistico e alla dignità del Teatro e della sua Orchestra”. Giordano conclude affermando che il sovrintendente Colabianchi deve dimostrare con fatti concreti la volontà di aprire una nuova pagina, fondata sull’ascolto, sul rispetto del lavoro e sulla qualità artistica, poiché questa vicenda ha prodotto un grave danno all’immagine della Fenice e alla serenità di chi vi lavora.

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