La giudice Paola Di Nicola Travaglini: “Le relazioni sociali sono deformate, serve una nuova visione di genere”

28.09.2026 05:35
La giudice Paola Di Nicola Travaglini: "Le relazioni sociali sono deformate, serve una nuova visione di genere"

La violenza di genere in Italia: il monito della magistrata Paola Di Nicola Travaglini

La magistrata della Corte Suprema di Cassazione, Paola Di Nicola Travaglini, lancia un appello alla società italiana contro la violenza di genere, una problematica che continua a colpire la vita di molte donne. Con un libro pubblicato da HarperCollins, la Travaglini cerca di smontare l’alibi culturale del “bravo ragazzo”, una delle frasi più utilizzate dopo che una donna viene aggredita o uccisa, evidenziando la necessità di un cambiamento culturale, riporta Attuale.

La magistrata, attiva contro la violenza di genere da oltre trent’anni, ha assistito a migliaia di casi di violenza perpetrata da uomini di varie età, sottolineando la diffusione di comportamenti tossici e stereotipi di genere nel vivere quotidiano. La Travaglini offre una prospettiva antropologica e sociale che mira a guidare le donne verso una maggiore consapevolezza e un modo di vivere libero dalle paure imposte dalla società.

Nel suo libro, la magistrata invita a riflettere su un mondo in cui le donne possano esprimersi liberamente e gli uomini possano abbracciare la vulnerabilità senza perdere la loro mascolinità. La Travaglini critica la narrazione tradizionale che celebra una virilità aggressiva, affermando che ‘la violenza è il fondamento di un modello culturale datato, che erroneamente glorifica il maschio dominante’.

Alla base della cultura della violenza, la Travaglini identifica un problema di percezione e di visione: “Non vediamo ciò che non corrisponde al nostro modello, ma tutti, in un certo senso, ne siamo coinvolti”. Questa consapevolezza è essenziale per combattere la violenza, che spesso inizia con comportamenti sottili di controllo e denigrazione.

La Travaglini esorta a una rinnovata prevenzione, evidenziando che la giustizia arriva spesso troppo tardi. Secondo l’Istat, 1 donna su 3 in Italia ha subito violenza, ma non tutte la considerano un reato grave, creando un contesto in cui le vittime si sentono sole e poco supportate. La magistrata sottolinea anche l’importanza del ruolo delle famiglie e della società nel riconoscere i segnali di allerta e nel sostenere le donne.

Infine, l’autrice invita le ragazze a sviluppare la propria voce e a farsi rispettare, rifiutando le limitazioni imposte dalla cultura patriarcale. In un appello diretto ai padri, li incoraggia a educare i propri figli a non temere l’emozione e a sostenere le loro figlie affinché possano affermarsi nel mondo senza timori. L’obiettivo è chiaro: costruire un futuro in cui la giustizia e la parità siano valori fondamentali e organizzare aiuti tangibili per le vittime di violenza

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