Mantova, 13 settembre 2026: Incontro tra Gisèle Pelicot e Gino Cecchettin al Festivaletteratura
Oggi, al Festivaletteratura di Mantova, si sono incontrati per la prima volta Gisèle Pelicot e Gino Cecchettin. Pelicot è un’importante attivista contro la vergogna delle vittime di violenza, mentre Cecchettin è il padre di Giulia, uccisa nel 2023 dall’ex fidanzato. Attualmente, Cecchettin è impegnato con la Fondazione dedicata alla figlia, al centro di discussioni dopo le critiche di Roberto Vannacci riguardanti un programma di educazione al rispetto nelle scuole, riporta Attuale.
Entrambi gli interlocutori hanno manifestato un forte impegno nella lotta contro il patriarcato, come dimostra il murale “Smash the patriarchy” di Milano, a loro dedicato. “La vergogna non mi appartiene più,” ha affermato Pelicot, sottolineando la necessità di un cambiamento. Cecchettin ha evidenziato che “la vergogna viene dopo e forse non è neppure vergogna”, riferendosi alla mentalità degli aggressori, che vedono le vittime come oggetti di possesso.
La discussione a Mantova è ulteriormente accentuata dallo scontro sul protocollo firmato nel 2025 tra la Fondazione Cecchettin e Valditara. Questo accordo mira a promuovere l’educazione al rispetto e alla parità di genere nelle scuole. Tuttavia, Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veneto di Futuro Nazionale, ha chiesto l’interruzione del “programma Cecchettin”, definendo il protocollo un “cavallo di Troia” per introdurre un’impostazione ideologica.
Il leader di Futuro Nazionale ha rilanciato la polemica, affermando: “Non voglio che nessuno educhi i miei figli, visto che l’educazione rimane diritto-dovere dei genitori.” Ha inoltre dichiarato che l’ideologia di genere dovrebbe essere insegnata solo in contesti privati, escludendo le scuole pubbliche.
Le dichiarazioni di Vannacci hanno scatenato immediata critica da parte di diverse forze politiche. Flavio Tosi (Forza Italia) ha difeso l’educazione al rispetto, affermando che c’è un “problema valoriale gigantesco” e che è importante il lavoro nelle scuole. Anche membri della Lega e FdI sostengono l’importanza della prevenzione. In risposta, dal centrosinistra, Chiara Luisetto ha accusato Valdegamberi di strumentalizzazione, mentre l’eurodeputata Alessandra Moretti ha definito le parole di Vannacci “incredibili”, avvertendo che senza un’educazione all’affettività si rischia di tornare a un “nuovo Medioevo”.
Concludendo, Pelicot ha lanciato un appello ai giovani presenti: “Non tornate indietro, non mollate, fatevi sentire”. Queste parole risuonano particolarmente nel contesto attuale, richiamando alla mente il caso di Lorena Isceri, uccisa a 45 anni a Barberino del Mugello, il cui padre ha chiesto un maggiore impegno nella prevenzione da parte della politica e della società.
Che mondo strano… Due persone che lottano per il rispetto e la dignità sembrano avere tanto in comune in un’epoca in cui il patriarcato è ancora molto presente. È incredibile come alcuni politici possano ignorare la necessità di educazione al rispetto. È ora di smettere di chiudere gli occhi!