La lettera riformista del Pd sostiene l’aumento delle spese militari per una difesa comune europea

19.07.2026 13:25
La lettera riformista del Pd sostiene l'aumento delle spese militari per una difesa comune europea

Il Pd si schiera a favore del fondo per la difesa comune

La corrente riformista del Partito Democratico (Pd) si fa promotrice della creazione di un fondo per la difesa comune. In una lettera, tredici esponenti del Pd esprimono il loro supporto per un aumento delle spese militari, sottolineando che questo non deve comportare necessariamente un taglio ai fondi destinate a sanità e istruzione. Tra i firmatari figurano i nomi di Alfredo Bazoli, Nicola Carè, Graziano Delrio, Piero Fassino, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Roberto Montanari, Simona Malpezzi, Virginio Merola, Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Walter Verini e Sandra Zampa, riporta Attuale.

Aumento delle spese per la sicurezza e welfare

Nella loro comunicazione, i tredici parlamentari affermano che «più spesa per la sicurezza non significa meno welfare», chiarendo che il fondo Safe dell’Unione Europea è un passo in tal senso, offrendo “fondi comuni aggiuntivi per aumentare la difesa senza tagliare il welfare”. Sostengono che la solidità di una democrazia non si misura solo in termini di capacità militari, ma anche nella qualità delle istituzioni e nella fiducia dei cittadini nei servizi e nei diritti.

Critiche alla destra e alla mancanza di integrazione europea

Il gruppo di riformisti del Pd indica la costruzione di un’alternativa alla destra sovranista come principale obiettivo della coalizione di centrosinistra. Nella lettera, accusano il governo di aver compromesso quattro anni preziosi per il paese, ostacolando l’integrazione europea in nome di un’unità occidentale danneggiata per colpa di Donald Trump. Richiedono una maggiore democrazia europea e una sovranità condivisa.

Sostegno all’Ucraina

I firmatari della lettera ribadiscono che rispondere alla richiesta dell’Ucraina “non significa alimentare la guerra, ma difendere il principio della stabilità europea e i suoi valori fondamentali”. Essi affermano che cedere con fatalismo lascerebbe “l’aggredito nelle mani dell’aggressore”, rendendo “ogni confine più fragile e ogni popolo meno libero”.

Richieste sui diritti di veto e la difesa comune europea

La lettera esprime la connessione tra la spesa militare e un progetto più ampio di sovranità europea, evidenziando che nessuno Stato membro può affrontare da solo la pressione delle grandi potenze. I firmatari chiedono un bilancio europeo più solido, l’abolizione del diritto di veto e una difesa europea come complemento della diplomazia, in linea con il piano Readiness2030 della Commissione.

Chiarimenti sulla visione della pace e della sicurezza

In un contesto difficile, si evidenzia l’importanza di un’azione concreta per sostenere la pace, piuttosto che evocarla esclusivamente. Si sottolinea che la prima responsabilità riguarda l’Ucraina, dove l’assistenza a un popolo che difende la propria indipendenza è essenziale per una dimostrazione concreta di solidarietà internazionale. “Rispondere alla richiesta del popolo ucraino è un modo concreto di mettere in atto il principio della solidarietà internazionale”, si legge nella lettera.

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