La Lituania accusa l’intelligence militare russa di un sabotaggio contro forniture per l’Ucraina

17.01.2026 12:30
La Lituania accusa l’intelligence militare russa di un sabotaggio contro forniture per l’Ucraina
La Lituania accusa l’intelligence militare russa di un sabotaggio contro forniture per l’Ucraina

Il 16 gennaio 2026 le autorità lituane hanno accusato l’intelligence militare russa, il GRU, di essere dietro un tentativo di incendio doloso avvenuto nel 2024 contro lo stabilimento della società UAB TVC Solutions a Šiauliai. L’impianto produce stazioni mobili per l’analisi dello spettro radiofrequenziale destinate alle forze armate ucraine, considerate tecnologie critiche per il campo di battaglia. Secondo gli inquirenti, l’operazione mirava a interrompere una catena di approvvigionamento sensibile per Kiev, trasferendo di fatto il confronto con la Russia sul territorio dell’Unione europea, come emerge dall’inchiesta sulle responsabilità russe nel tentato sabotaggio riportata da Reuters.

Una rete multinazionale e accuse di terrorismo

In relazione al caso, sei cittadini di Russia, Bielorussia, Spagna, Colombia e Cuba sono stati incriminati per appartenenza a un gruppo terroristico, tentato atto terroristico e finanziamento del terrorismo. Il capo procuratore Artūras Urbelis ha confermato che l’atto d’accusa è stato trasmesso al tribunale distrettuale di Šiauliai il 14 gennaio. La polizia lituana sostiene che la stessa rete abbia pianificato azioni simili anche in Polonia, Romania e Repubblica Ceca, indicando un carattere sistemico e coordinato delle operazioni. Secondo il vice capo della polizia criminale Saulius Briginas, gli ordini sarebbero partiti da persone residenti in Russia e collegate al GRU, come ricostruito nei dettagli del procedimento giudiziario pubblicati da LRT.

Sabotaggio mirato e guerra ibrida in Europa

Gli investigatori ritengono che la scelta dell’obiettivo dimostri una conoscenza approfondita delle catene europee di produzione e fornitura militare. Non si tratterebbe di un attacco casuale, ma di un’azione deliberata contro un nodo industriale con valore strategico per l’Ucraina. L’utilizzo di esecutori di diverse nazionalità rientra in una prassi tipica delle operazioni condotte tramite intermediari, riducendo l’esposizione politica diretta di Mosca e complicando l’attribuzione immediata delle responsabilità.

Implicazioni per la sicurezza europea

Il caso di Šiauliai evidenzia la vulnerabilità di infrastrutture e imprese civili con funzioni di supporto alla difesa, anche in regioni lontane dal fronte. Per l’Unione europea e la NATO, l’indagine lituana rafforza la necessità di una cooperazione più stretta in ambito contro-intelligence e di una protezione rafforzata delle aziende coinvolte nel sostegno all’Ucraina. Le autorità di Vilnius presentano l’episodio come un’ulteriore prova dell’uso sistematico di sabotaggi e intimidazioni da parte della Russia, inserendolo nel quadro più ampio della guerra ibrida condotta contro i Paesi europei che sostengono Kiev.

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