La maggioranza cerca i “traditori” dopo il flop sull’emendamento delle preferenze

14.07.2026 22:05
La maggioranza cerca i "traditori" dopo il flop sull'emendamento delle preferenze

La “caccia al traditore” è stata avviata dopo il voto che ha bocciato l’emendamento della maggioranza sulle preferenze, sostenuto da Giorgia Meloni, che ha esortato le opposizioni e la sua alleanza a “metterci la faccia”. Si stima che circa una trentina di voti siano mancati al centrodestra per approvare l’emendamento proposto da FdI, secondo quanto riferito da fonti parlamentari. Il confronto tra il risultato che ha affossato il governo, 187 sì contro 188 no, e le votazioni precedenti sulla legge elettorale conferma questa tesi, riporta Attuale.

Il paragone con i voti precedenti in Aula

Per comprendere l’entità del problema, è sufficiente analizzare i numeri dei voti precedenti. Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono state respinte con 214 no dalla maggioranza, un punteggio identico è stato registrato sul primo voto segreto riguardante un emendamento soppressivo del Pd. Questi dati evidenziano in modo chiaro la débâcle successiva.

L’ipotesi della protesta delle donne anche di centrodestra

Nei gruppi discussivi che si formano nel Transatlantico, i partiti di maggioranza si accusano a vicenda. Tuttavia, a microfoni spenti, circola una lettura condivisa: la sconfitta potrebbe essere il risultato di una protesta silenziosa e trasversale delle deputate, anche del centrodestra, insoddisfatte per la mancanza di garanzie sulla parità di genere.

I numeri sembrano indirizzare verso questa interpretazione. A scrutinio segreto, il primo subemendamento del centrosinistra, che richiedeva che “i candidati capilista” non potessero essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale, è stato bocciato con 207 no contro 155 sì, un dato comunque inferiore rispetto ad altri voti della giornata.

Vannacciani nel mirino, la replica con il video in Aula

In cima alla lista dei sospettati c’erano subito i deputati vannacciani, che non avrebbero avuto particolari remore nel vedere la propria ex alleanza in difficoltà. Questo ristretto gruppo di deputati, riferibili a Roberto Vannacci, è stato accusato da alcuni esponenti del centrodestra di tradire sul tema delle preferenze, che il loro leader aveva esplicitamente dichiarato di voler sostenere.

Le accuse erano attese dai deputati di Futuro Nazionale, tanto che hanno realizzato un video durante la votazione dell’emendamento in questione, mostrando le immagini a chiunque mettesse in dubbio il loro ruolo nell’inciampo della maggioranza, creando ulteriore confusione tra i corridoi del Transatlantico.

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