Meloni sul voto segreto: «Mancavano diversi voti, ha vinto la palude»

14.07.2026 22:25
Meloni sul voto segreto: «Mancavano diversi voti, ha vinto la palude»

La premier ha sfidato le opposizioni e anche i deputati della sua maggioranza, invitandoli a «metterci la faccia» sul ritorno delle preferenze dopo 30 anni. Tuttavia, la richiesta del voto palese è stata bocciata, seguito dal rifiuto dell’emendamento che prevedeva almeno 30 franchi tiratori, riporta Attuale.

«Dice tutto» la reazione delle opposizioni, che hanno esultato come se avessero vinto i Mondiali, ha scritto con irritazione Giorgia Meloni sui social dopo la bocciatura dell’emendamento voluto dalla maggioranza. Un voto che la premier avrebbe voluto palese, costringendo anche i deputati di centrodestra a rivelare le loro posizioni, ma «ha vinto la palude». Sul suo profilo Facebook, Meloni ha descritto il tentativo di reintrodurre le preferenze, affermando che le opposizioni hanno scelto il voto segreto piuttosto che quello palese. Il risultato ha visto la sinistra e le opposizioni votare in modo compatto contro la proposta. «L’emendamento è stato respinto per un solo voto, un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci», ha commentato Meloni.

Il nodo dei voti mancanti nella maggioranza

Nel suo post, Meloni ha riconosciuto che anche tra le file della maggioranza sono mancati diversi voti, un aspetto su cui la premier ha chiesto una riflessione interna. «Abbiamo cercato di reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo oltre 30 anni di liste bloccate – ha scritto la premier – Abbiamo richiesto un voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno preferito il voto segreto. Il risultato evidenzia che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Tuttavia, è importante notare che anche nella maggioranza sono mancati alcuni voti, e questo richiede una profonda riflessione».

1 Comment

  1. Ma dai, che delusione! Si parla di rientrare nelle preferenze dopo 30 anni e poi il voto palese viene bocciato. È assurdo come la politica possa restare bloccata nelle sabbie mobili. La gente merita di sapere quali sono le posizioni reali dei propri rappresentanti, altrimenti non si va da nessuna parte.

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