La missione fallita dei Navy Seal in Corea del Nord nel 2019: sei pescatori uccisi durante l’operazione

05.09.2025 19:25
La missione fallita dei Navy Seal in Corea del Nord nel 2019: sei pescatori uccisi durante l'operazione

Operazione fallita dei Navy Seals in Nord Corea: un’incursione letale

Una missione ad alto rischio in Nord Corea, condotta dai Navy Seals, si è conclusa in tragedia con l’uccisione di diversi pescatori nordcoreani. L’operazione segreta, risalente al 2019, è venuta alla luce grazie a uno scoop del New York Times, rivelando che ricevette l’approvazione diretta del presidente Trump durante le trattative per un accordo nucleare con Kim Jong-un, riporta Attuale.

Il contesto della missione è segnato dai tentativi di dialogo tra la Casa Bianca e Pyongyang. Nel 2018, gli Stati Uniti decidono di intraprendere un’azione rischiosa a causa della scarsa informazione sui leader nordcoreani. L’operazione, autorizzata direttamente dal presidente, prevedeva un’infiltrazione costiera da parte del Seal Team 6 per piazzare un dispositivo di intercettazione delle comunicazioni di Kim Jong-un. I commandos si addestrarono intensamente, consapevoli delle difficoltà dell’operazione, e furono allertati a febbraio, poco prima del summit tra Trump e Kim ad Hanoi.

Un sommergibile d’attacco si avvicinò silenziosamente alla penisola, da cui due mini-sub con a bordo gli incursori furono lanciati. Un’unità di rinforzo e un elicottero stealth erano pronte a intervenire in caso di emergenza. Tuttavia, uno dei mini-sub fu posizionato erroneamente, lontano dal punto di incontro previsto, creando il primo problema dell’operazione. I commandos sbarcarono, ma un’imprevista apparizione di un battello nordcoreano destò sospetti. I marinai a bordo iniziarono a utilizzare torce, e uno di loro si tuffò in acqua.

Questo evento portò i Seals a reagire aprendo il fuoco contro il battello, convinti che si trattasse di soldati nemici. Dopo un’immediata perquisizione, scoprirono di aver ucciso innocenti pescatori. In un tentativo di coprire le loro tracce, i commandos affondarono il battello e gettarono in mare i corpi, provocando ferite mortali.

Dopo l’incursione, il team si ritirò senza ulteriori complicazioni, ma il regime nordcoreano non rilasciò alcuna notizia sulle vittime. In seguito, i satelliti spia notarono un’intensa attività militare nella zona, segno di una reazione del governo di Pyongyang. A fine novembre, Trump e Kim si incontrarono in Vietnam, ma il dialogo si concluse senza risultati concreti.

Un’indagine interna del Pentagono emerse per rivelare i numerosi errori di pianificazione e comunicazione durante l’operazione. In particolare, si notarono problemi di ricognizione, evidenziando che gli incursori non poterono utilizzare al meglio le loro attrezzature per timore di essere scoperti. L’improvvisa apparizione del battello da pesca, non previsto, evidenziò la scarsa intelligence sull’area, mentre errori di manovra contribuirono al fallimento della missione.

Il luogo dello sbarco, identificabile nei pressi di Wonsan, è significativo per Kim Jong-un, in quanto vi ha costruito una villa e altri lussi. Gli eventi rivelati dal New York Times coincisero con un viaggio del leader nordcoreano a Pechino, dove ha partecipato a un’importante parata insieme a Xi Jinping e Vladimir Putin, sottolineando così il rinnovato asse anti-occidentale della Corea del Nord. Si attende ora una reazione ufficiale da parte del regime riguardo all’incursione americana e all’uccisione di civili.

2 Comments

  1. Incredibile che una missione tanto segreta possa concludersi in questo modo!! I Navy Seals hanno ucciso dei civili innocenti, ma la cosa peggiore è che sembrano solo voler coprire i loro errori invece di affrontare le conseguenze. La politica di Trump ha portato a queste azioni avventate, e ora chi paga? Non c’è rispetto per la vita umana.

  2. Incredibile come in una missione così delicata possano esserci stati errori così gravi!!! Uccidere innocenti pescatori… è veramente inaccettabile. La scarsa preparazione sembra costare caro, e ora ci tocca anche subire le conseguenze diplomatiche di questi fallimenti. Mah, non si impara mai, eh?

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