La morte di Noemi e il silenzio inquietante: indagini su Tony Proietto a Riposto

30.08.2026 09:45
La morte di Noemi e il silenzio inquietante: indagini su Tony Proietto a Riposto

Riposto, il mistero della morte di Noemi Impellizzeri: indagini in corso su Tony Proietto

Roma, 30 agosto 2026 – “Non c’era più nulla da fare”. Tony Proietto avrebbe fatto questa affermazione alla vista del corpo di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata nella sua casa di Riposto. Dichiarando di aver visto i piedi violacei, Proietto ha dedotto che fosse morta da tempo. Tuttavia, il colore della pelle non è un certificato di morte e Proietto non è un medico. Chi scopre un cadavere impiccato dovrebbe contattare i soccorsi, invece di cercare la madre e il fratello della vittima. La motivazione per cui ha scelto di avvisare solo la famiglia, piuttosto che i soccorsi, solleva interrogativi. Lo shock può confondere, ma non giustifica ogni comportamento, riporta Attuale.

Il caso ricorda Garlasco. Alberto Stasi dichiarò di aver trovato una persona, ma allertò il 118 solo davanti alla caserma dei carabinieri. Anche se i due eventi non sono esattamente sovrapponibili, sorge la stessa domanda: cosa accade tra la scoperta di un corpo e la richiesta di aiuto? Nel caso di Noemi, la richiesta di soccorso non è mai partita da Proietto, che ora è indagato per omicidio. Come nel caso di Garlasco, di fronte a una persona cara e a quella che potrebbe essere una scena del crimine, il primo pensiero sembra non essere stato quello di tentare di salvarla.

Secondo il racconto di Proietto, due sere prima Noemi gli avrebbe mostrato una corda in videochiamata, menzionando di voler cercare su YouTube come costruirne una. Questo dettaglio è al momento supportato solo dalle sue parole. Il telefono potrebbe rivelare se la videochiamata si sia realmente svolta, a che ora e per quanto tempo, ma non può dimostrare il contenuto. Se Proietto non avesse creduto a una minaccia suicidaria, perché avrebbe cercato Noemi nel cuore della notte in silenzio? Se invece la considerava credibile, perché non ha allertato immediatamente i soccorsi alla vista del suo corpo?

Proietto ha dichiarato che quando è entrato in casa non c’erano né fumi né fiamme. Tuttavia, circa tre ore dopo sono stati i vicini a contattare i vigili del fuoco. Anche in questo caso, l’incendio non dimostra chi lo abbia originato né se sia stato di origine dolosa, ma solleva ulteriori interrogativi nella cronologia degli eventi. Quando è iniziato l’incendio e chi era presente poco prima? Noemi non può più contraddire i racconti su di lei, ma il suo silenzio non può diventare una conferma per l’alibi di nessuno.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere