La polizia turca irrompe negli uffici del CHP: tensioni crescenti in vista delle elezioni
La polizia turca ha effettuato un’irruzione negli uffici del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), impiegando gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro membri e sostenitori del partito, che si erano barricati nell’edificio per protestare contro una controversa sentenza giudiziaria. Questa decisione obbliga il partito a cambiare il segretario, un atto considerato da molti come un tentativo del governo del presidente Recep Tayyip Erdogan di ostacolare l’opposizione in vista delle elezioni presidenziali del 2028, riporta Attuale.
Özgür Özel, l’attuale segretario del CHP e figura di spicco dell’opposizione turca, si trovava all’interno della sede durante l’irruzione. La sentenza della Corte d’appello di Ankara, emessa il 21 maggio, ha annullato la sua elezione, facendo spazio al suo predecessore Kemal Kilicdaroglu, il quale ha diminuito il suo coinvolgimento politico dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2023. Le accuse che hanno portato alla decisione giudiziaria riguardavano presunte irregolarità nel congresso del 2023 che ha eletto Özel, un procedimento giudiziario definito pretestuoso e fortemente influenzato dal governo.
In seguito alla pronuncia della Corte, sono stati annullati non solo gli atti del congresso nel quale Özel era stato eletto, ma anche quelli successivi, evidenziando l’assenza di indipendenza della magistratura in Turchia. Il CHP aveva tentato di proteggere la posizione di Özel, organizzando un nuovo congresso nel settembre del 2025, nel quale egli era stato rieletto. Tuttavia, la Corte ha respinto questi sforzi, accogliendo le accuse del governo contro il congresso precedente.
Durante l’irruzione, i sostenitori del CHP hanno cercato di resistere usando estintori, ma sono stati costretti a ritirarsi. La scena è stata markata dalla distruzione di porte, mobili e finestre al piano terra. Uscendo dall’edificio, Özel ha dichiarato ai giornalisti: «Ce ne andiamo [dalla sede] solo per riprenderne il controllo in un modo che non possa più essere ostacolato da nessuno. Quando torneremo, né questa amministrazione né i suoi collaboratori oseranno più farlo».