Garlasco (Pavia), 24 aprile 2026 – Il tema di una possibile revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è stato al centro di un incontro di 45 minuti tra la procuratrice generale Francesca Nanni e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Il magistrato pavese ha annunciato che nelle prossime settimane farà avere una ‘informazione’, (questo il nome tecnico del documento), sulle indagini svolte che vedono indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia di via Pascoli, a Garlasco (Pavia). “Nelle prossime settimane – ha confermato la stessa pg Nanni – arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto”, con la relativa documentazione. “Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia,” riporta Attuale.
Le nuove indagini iniziate nel gennaio 2025
Le indagini riaperte dalla Procura di Pavia nel gennaio dello scorso anno, divenute di dominio pubblico solo un paio di mesi dopo (l’11 marzo 2025) e peraltro dopo già altri passaggi negati dal Gip nei mesi precedenti sempre sotto silenzio, hanno la scadenza naturale dei 18 mesi alla fine del prossimo luglio, anche se ovviamente gli inquirenti possono procedere prima con la chiusura oppure chiedere una proroga. L’incontro odierno farebbe orientare le previsioni sull’ormai imminente chiusura indagini piuttosto che sul prolungamento di altri sei mesi che porterebbero all’inizio dell’anno prossimo.
L’attesa per la chiusura delle indagini
Una decisione, la chiusura delle indagini, si ritiene imminente dopo lunghe indagini dei carabinieri di Milano e numerose consulenze e rivalutazioni degli elementi acquisiti nel 2007. L’ultima delle consulenze è quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che porterebbe all’utilizzo di più armi e a un’ora della morte posticipata rispetto all’unica finestra (tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007) in cui Stasi non aveva alibi.
Cos’è la revisione del processo?
La revisione è un mezzo di impugnazione straordinario previsto e disciplinato dagli artt. 629 e seguenti del codice procedura penale, volto ad ottenere un nuovo accertamento del fatto quando – dopo la condanna – intervengono delle sopravvenienze che giustificano il proscioglimento. La condizione per l’ammissibilità dell’impugnazione è da ravvisare nella sopravvenienza o comunque nella scoperta successiva di elementi di prova non soltanto nuovi, ma tali da rendere evidente che il condannato sia da assolvere dall’imputazione ritenuta a suo tempo.
Ma che storia incredibile! Sembrava tutto chiuso ma ora forse ci sono nuovi elementi. Speriamo che la verità venga a galla, è importante per Chiara e per la sua famiglia. Non si può sempre lasciare tutto nel dubbio, giusto?