La Russia estende la guerra GPS: ora i falsi segnali arrivano fino a 450 km in Europa

27.05.2026 14:05
La Russia estende la guerra GPS: ora i falsi segnali arrivano fino a 450 km in Europa
La Russia estende la guerra GPS: ora i falsi segnali arrivano fino a 450 km in Europa

La Russia ha ampliato in modo significativo la propria capacità di falsificare i segnali GPS in profondità nel territorio europeo, trasformando quella che era una serie di interferenze episodiche in una minaccia sistematica e permanente per la sicurezza del continente. Secondo quanto riferito dal vicecapo dell’autorità lituana per le comunicazioni, Darius Kuliešius, Mosca ha moltiplicato le antenne trasmittenti nella regione di Kaliningrad, passando da tre all’inizio del 2025 a ben 36. Oggi i segnali GPS alterati possono raggiungere gran parte della Polonia, tutti gli Stati baltici, la Bielorussia e vaste aree di Finlandia e Svezia, con un raggio d’azione fino a 450 chilometri. Questo fenomeno, noto come GPS-spoofing, non è più un semplice disturbo: è una provocazione ibrida pianificata contro la sicurezza europea, come ha dichiarato lo stesso Kuliešius, ricordando che le prime interferenze erano iniziate in occasione del vertice NATO di Vilnius nel 2023. Oggi, ha aggiunto, la Russia ha costruito un’infrastruttura stabile per un’interferenza continua e sistematica, una vera e propria provocazione contro l’Europa.

Una nuova frontiera della guerra ibrida

A differenza del semplice jamming, che blocca il segnale, lo spoofing GPS è un’arma subdola: trasmette coordinate false, ingannando i sistemi di navigazione di aerei, navi e infrastrutture critiche. La vittima spesso non si accorge dell’attacco, ma riceve dati errati che possono portare a decisioni pericolose. Per l’Italia, che dipende fortemente dal trasporto aereo e marittimo per i collegamenti con il Nord Europa e le rotte commerciali attraverso il Baltico, questa nuova capacità russa rappresenta una minaccia concreta. I voli di linea da Roma, Milano o Venezia verso Helsinki, Stoccolma o le capitali baltiche potrebbero subire interferenze, con rischi per la sicurezza dei passeggeri e costi aggiuntivi per le compagnie aeree, costrette a modificare rotte o investire in sistemi di navigazione alternativi. Anche i porti italiani, come quelli di Genova e Trieste, che gestiscono merci in transito verso i paesi scandinavi, potrebbero vedere aumentare i tempi di consegna e i costi assicurativi, con ripercussioni sui prezzi al consumo.

Attacchi mirati ai vertici NATO e UE

Il Cremlino non si limita a disturbare la navigazione civile. Negli ultimi anni, diversi aerei militari con a bordo ministri della difesa europei hanno subito interferenze GPS proprio in prossimità di Kaliningrad. Lo scorso marzo 2024 era toccato al velivolo del ministro britannico Grant Shapps, mentre nel 2025 un aereo con la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles era stato colpito da un’anomalia GPS nella stessa zona. Ancora più grave: l’aereo che trasportava la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva subito un jamming durante un volo verso la Bulgaria. L’ultimo episodio risale al 21 maggio 2026, quando un velivolo della Royal Air Force con il ministro della Difesa John Healey ha registrato un’interferenza. Questi attacchi non sono solo tecnici, ma hanno un forte valore politico e psicologico: il Cremlino dimostra di poter colpire anche i simboli della sicurezza NATO e UE, creando un clima di pressione e incertezza. Per l’Italia, che partecipa attivamente alle missioni di pattugliamento aereo Baltic Air Policing della NATO, questo significa che i propri piloti e mezzi potrebbero essere direttamente esposti a queste provocazioni.

Le conseguenze per l’Italia e l’Europa

Sebbene la maggior parte degli aeroporti e degli aerei di linea moderni disponga di sistemi di backup, la moltiplicazione degli episodi di spoofing aumenta il carico sui sistemi di sicurezza e i costi operativi. Le compagnie aeree italiane, come ITA Airways e i vettori low-cost che operano rotte baltiche e scandinave, potrebbero dover rivedere le proprie rotte, aumentare i carburanti di riserva o addirittura sospendere temporaneamente alcuni voli, con perdite economiche. Anche il settore assicurativo marittimo e aereo potrebbe rivedere le polizze per le rotte a rischio, con un aumento dei premi per le merci in transito verso il Nord Europa. Per l’Italia, che esporta prodotti agroalimentari, moda e macchinari verso Svezia, Finlandia e paesi Baltici, questo si tradurrebbe in un aumento dei costi logistici e, potenzialmente, in una perdita di competitività. Gli esperti sottolineano che l’Europa deve smettere di considerare questi episodi come meri incidenti tecnici e riconoscerli come atti di aggressione ibrida. I governi UE e NATO dovrebbero portare il caso davanti all’ICAO, all’ITU e alle Nazioni Unite, chiedendo una condanna internazionale formale e la creazione di un quadro giuridico per nuove sanzioni contro Mosca. Per l’Italia, che ospita basi NATO e infrastrutture sensibili, è fondamentale sostenere questa linea, anche per proteggere i propri cittadini, le proprie imprese e la propria sicurezza nazionale da una minaccia che, senza un’azione comune, è destinata a crescere.

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