Ritirato lo scranno 14 di Giacomo Matteotti, simbolo della lotta antifascista in Parlamento

27.05.2026 12:45
Ritirato lo scranno 14 di Giacomo Matteotti, simbolo della lotta antifascista in Parlamento

Roma, 27 maggio 2026 – Lo scranno parlamentare 14, appartenuto al deputato Giacomo Matteotti, assassinato da una spedizione punitiva fascista nel 1924, sarà riservato per sempre al suo ricordo. Questa misura segue una tradizione simile a quella delle società sportive che ritirano i numeri delle maglie dei grandi campioni, e nessun altro deputato potrà occupare quel posto in futuro, riporta Attuale.

Le parole di Fontana

“Il sacrificio di uomini valorosi come Giacomo Matteotti non fu vano. Alla loro tenacia e alla loro intransigenza morale dobbiamo la rinascita dell’Italia dopo il lungo ventennio di dittatura”. Questa dichiarazione è stata fatta dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, durante la commemorazione e il disvelamento di una targa sullo scranno da cui Matteotti pronunciò il famoso discorso contro i brogli elettorali del regime di Benito Mussolini, il 30 maggio 1924.

L’iniziativa è stata proposta dal deputato di Avs Devis Dori, ed è stata accolta all’unanimità. Fontana ha aggiunto: “La società democratica dei nostri giorni è figlia delle scelte coraggiose di chi ci ha preceduto. Riflettere su pagine così buie della nostra storia a distanza di un secolo non è un semplice esercizio commemorativo, è un richiamo a custodire i valori inviolabili di giustizia, libertà e dignità umana che alimentano la nostra convivenza civile”.

L’iniziativa

“Da questo banco il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924, in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste che gli sarebbe costato la vita”. È stata questa la targa disvelata questa mattina nell’Aula della Camera sul seggio a lui dedicato. “Con profonda emozione abbiamo scoperto oggi la targa dedicata a Giacomo Matteotti posta sullo scranno 14 dell’emiciclo che sarà così suo per sempre. Ringraziamo il presidente Fontana che ha accolto da subito la nostra proposta, la figura di Matteotti, fulgido esempio di resistenza alla violenza e all’arbitrio fascista, sia un monito per le nostre giovani generazioni contro ogni fascismo”, ha dichiarato il deputato di Avs, Devis Dori.

Il ricordo

“In anni drammatici per il nostro Paese, Matteotti ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente violenze, intimidazioni e irregolarità, pur sapendo quali rischi comportasse quella scelta. Il suo discorso alla Camera fu l’atto di accusa più coraggioso e documentato contro le violenze e i brogli ascrivibili al partito nazionale fascista durante le elezioni di quell’anno”, ha sottolineato Stefano Giovanni Maullu di FdI.

“Scelse da che parte stare”, ha affermato il dem Roberto Morassut, secondo cui “ricordare Giacomo Matteotti e immaginarlo idealmente seduto ancora su questi banchi significa ribadire una delle sue ultime frasi: ‘Le mie idee non le ucciderete mai’. La sua lotta è ancora viva. “Contro tutto ciò che oggi vediamo di nuovo affacciarsi nel sovranismo, nel militarismo, nel classismo e nel razzismo. Viva Matteotti”.

Il leghista Riccardo Molinari ha parlato di una “commemorazione del coraggio”, mentre ci sono stati alcuni attriti tra i parlamentari. Alessandro Colucci ha tracciato un profilo di Matteotti come “antifascista” e “anticomunista”, ricostruendo alcune vicende di quegli anni, mentre Davide Farone di Iv ha dichiarato: “Sinceramente questo intervento lascia sgomenti, una ricostruzione storica dei fatti accaduti incredibile”, raccogliendo diversi applausi. Tra gli altri interventi, anche quello di Riccardo Magi di Più Europa: Matteotti “ha sacrificato la vita per il rigore e per la verità”.

La polemica del Pd: “Banchi FdI vuoti. Una vergogna”

“Oggi alla Camera dei Deputati è stata deposta una targa alla memoria di Giacomo Matteotti. Lo scranno 14 non sarà mai più assegnato. Da qui Matteotti denunciò 102 anni fa i crimini del fascismo. Fu ucciso. I banchi della destra di Fratelli d’Italia oggi sono vuoti. Vergogna”. Così ha scritto su Twitter il deputato del Pd Arturo Scotto, pubblicando la foto dell’aula di Montecitorio.

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