Scandalo giudiziario coinvolge l’ex premier spagnolo Zapatero e colpisce il governo Sánchez
Il caso giudiziario che riguarda l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero presenta sfide significative per il governo del premier socialista Pedro Sánchez, alleato fondamentale di Zapatero. Questo scandalo si aggiunge ad altri problemi già affrontati dall’esecutivo, con la polizia che ha perquisito, mercoledì, la sede del Partito Socialista per un’altra indagine giudiziaria, riporta Attuale.
Zapatero, che ha governato la Spagna dal 2004 al 2011 ed è considerato una figura di spicco nel progresso politico spagnolo, è diventato la prima personalità di tale rango a essere formalmente imputata. Le accuse includono traffico di influenze illecite e reati di corruzione legati a un’affair complesso che coinvolge una compagnia aerea, il regime venezuelano e differenti imprese internazionali.
Al centro dell’indagine c’è Plus Ultra, una piccola compagnia aerea spagnola che, nel 2021, ha ricevuto un salvataggio pubblico di 53 milioni di euro. Si sostiene che Zapatero abbia esercitato pressioni sul governo Sánchez affinché intervenisse in favore della compagnia, che stava affrontando difficoltà economiche dovute alla pandemia. Plus Ultra, pur essendo la meno importante tra le aziende salvate, ha attirato una particolare attenzione, gestendo solo poche rotte verso il Venezuela.
Secondo l’accusa, Zapatero e le sue figlie avrebbero ricevuto circa due milioni di euro da Plus Ultra, attraverso un intricato sistema di consulenze orchestrato dal suo amico e mediatore Julio Martínez. Sebbene Zapatero neghi tutte le accuse, ammette di aver avuto ruoli di consulenza in alcune delle aziende di Martínez, mentre il valore e la provenienza di alcuni gioielli trovati nel suo ufficio restano ancora da chiarire.
Sotto gli occhi della procura c’è anche la possibilità che parte dei fondi ricevuti da Plus Ultra siano stati impiegati per attività di riciclaggio in Venezuela, attraverso società locali, in un contesto di frizioni politiche sotto il regime di Nicolás Maduro. Zapatero ha sempre mantenuto una linea di dialogo con il regime, offrendosi come mediatore su questioni diplomatiche critiche.
In un contesto di crisi per il governo, lo scandalo ha scosso profondamente l’ambiente politico spagnolo. Històricamente, i primi ministri spagnoli non sono nuovi a situazioni di corruzione, ma nessuno aveva mai affrontato un’indagine formale di tale portata. Come figura simbolo del progresso, Zapatero mantiene una forte influenza e, peraltro, è un sostenitore di Sánchez, non avendo mai ricoperto un incarico di governo.
Secondo le fonti, il governo è rimasto spiazzato dall’esplosione dell’indagine, con i collaboratori di Sánchez che hanno passato i giorni successivi a raccogliere informazioni. All’interno del Partito Socialista c’è l’intenzione di difendere Zapatero, sebbene la comunicazione tra il governo e l’ex premier risulti complicata. Con l’avvocato di Zapatero che consiglia di mantenere il silenzio fino a metà giugno, il governo si trova sotto pressione mediatica senza una strategia difensiva chiara.
Per i partner di coalizione come Sumar, la situazione è altrettanto delicata. Seppur ammirando Zapatero, l’incertezza è palpabile. I nazionalisti baschi, invece, hanno quantum riferito che la legislatura è ormai esaurita, richiedendo elezioni anticipate. Il caso di Zapatero non è che l’ultimo di una serie di scandali che hanno caratterizzato il governo Sánchez, accumulando crescente frustrazione politica.
Attualmente, l’opposizione non sembra pronta a forzare la fine del governo. Il Partito Popolare adotta una strategia di logoramento lento mirata a indebolire ulteriormente Sánchez, mantenendo il focus sulle inchieste che lo riguardano, mentre la sua resilienza nel panorama politico spagnolo è già stata messa alla prova in passato.